L'immagine della Madonna di Vicovaro è sparita dalla nicchia in vicolo Casamari nel centro di Ferentino. Desta sconcerto e indignazione l'azione perpetrata dai ladri sacrileghi evidentemente negli ultimi giorni. La sacra immagine impressa su tela (30x50 cm), era stata collocata in vicolo Casamari nel 2014, in occasione dei 150 anni della festa della Madonna di Vicovaro, nota per avere compiuto il miracolo nel lontano 1864 muovendo gli occhi. Dunque in occasione del 150° anniversario, vennero diffusi alcuni dipinti su tela della Madonna, uno dei quali arrivò a Ferentino, al parroco della vicina abbazia Santa Maria Maggiore.

L'immagine venne collocata sulla parete dell'ex Brefotrofio nel vicolo Casamari che sfocia in piazza Dell'Ospizio, accanto alla Casa della salute e di fronte alla chiesa Santa Maria Maggiore. L'antico Brefotrofio nel periodo medievale, a differenza dell'Orfanotrofio, era un istituto con la funzione di allevare e nutrire i bambini abbandonati. Il complesso era costituito dalla ruota degli esposti, situata vicino alla porta d'ingresso, dove venivano lasciati i bambini. Proprio nel punto in cui un tempo c'era la bussola girevole, oggi c'è una cavità nel muro, laddove era stata collocata l'immagine della Madonna.
Purtroppo, l'opera è scomparsa, nel senso che qualcuno ha deciso di staccarla, forse danneggiandola anche, e di rubarla.
Oggi nella nicchia spoglia sono rimasti soltanto i fiori deposti dai fedeli.

Le donne residenti in quella zona di Ferentino, che erano solite portare i fiori alla Madonna, si dicono particolarmente dispiaciute. Amareggiato anche don Luigi già parroco di Santa Maria Maggiore, nell'apprendere la notizia della scomparsa del quadro. Chiaramente il furto scellerato viene condannato dall'intera comunità ferentinate. Sconcertato anche Luigi Sonni presidente della Pro loco cittadina: «Un furto o una provocazione inqualificabili. Potrebbe anche trattarsi di ragazzate. Giovani che forse non si rendono conto delle proprie azioni e del danno a scapito della città. Non ci sono parole».