Tra le oltre duemila persone domenica mattina hanno partecipato all'escursione sul Monte Semprevisa in memoria di Daniele Nardi, c'era anche un gruppo di verolani guidati dall'amico fraterno dell'alpinista morto sul Nanga Parbat, Raffaele Cerelli. Partiti da Bassiano lungo il sentiero che Daniele percorreva per allenarsi, hanno raggiunto la vetta per la toccante cerimonia con amici, familiari e tanti semplici conoscenti che anche solo idealmente hanno voluto accompagnare l'alpinista setino in questo ennesimo viaggio sulle sue amate montagne.

Toccanti le parole del fratello minore che ha ringraziato i presenti. Al termine dei saluti è stata svelata una targa ricordo, in attesa che termini l'iter burocratico intrapreso per l'intitolazione a Daniele Nardi della vetta. A ripercorrere quei luoghi conosciuti ai tempi degli allenamenti fatti insieme c'era anche l'amico Raffaele Cerelli. Proprio con Nardi capo spedizione, Pietro De Sanctis e Andrea Masini, nel 2005 Cerelli raggiunse la vetta tibetana dello Shisha Pangma, la quattordicesima più alta della Terra con i suoi ottomila metri. Tanta la commozione e la gratitudine per un uomo, marito e padre, che chi ha conosciuto non potrà mai dimenticare.