Colpo di scena per la vicenda del trentaseienne, P.M., accusato di aver abusato di una ventiduenne invalida al 100%, con la quale, secondo quanto da lei sostenuto, avrebbe avuto rapporti sessuali completi approfittando delle sue condizioni psichiche.

L'uomo per questa vicenda era stato arrestato nel febbraio scorso, dopo che i genitori della ragazza avevano scoperto il tutto. Ma ora grazie alla strategia difensiva rappresentata dagli avvocati Giampiero Vellucci e Massimiliano Necci ha ottenuto la scarcerazione. Quindi potrà attendere il processo agli arresti domiciliari.

La richiesta era stata fatta sul finire della scorsa settimana e ieri il gip presso il tribunale di Frosinone ha accolto l'istanza. Un importante colpo messo a segno dai legali difensori. Una strategia che punta a scagionare il loro assistito, che si basa su alcuni aspetti che per i difensori sono importanti.

Primo elemento sarebbe l'accertamento delle celle telefoniche che farebbero rilevare delle anomalie tra i telefonini posseduti dalle due persone il giorno della presunta violenza, tra l'indagato e la disabile; poi la certificazione del reparto di ginecologia dell'ospedale di Colleferro, certificazione che escluderebbe una violenza.

Il terzo elemento si baserebbe su una rivalutazione del fascicolo, che è presso la commissione medica per l'invalidità, dal quale non emergerebbe un'assoluta incapacità di intendere e di volere della ragazza. Infine, il fatto che, secondo i legali, il loro assistito sarebbe uscito dal piazzale dopo aver accompagnato la scolaresca, in un orario incompatibile con quello della presunta violenza, per la distanza che separerebbe il piazzale dall'abitazione teatro dei presunti fatti.

Una storia che quando accadde destò un enorme clamore, ma ora sulla quale sarà il processo a fare luce. Stando alle accuse, l'uomo, sfruttando le condizioni di salute della ragazza, con l'inganno l'avrebbe convinta a farsi inviare prima foto che la ritraevano nuda e poi a compiere con lui atti sessuali completi