Vendevano prodotti contraffatti su Facebook. La merce arrivava da Napoli e poi veniva piazzata grazie al passaparola mediatico. In pochi mesi, secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, erano stati individuati oltre duemila contatti di possibili acquirenti. Così, seguendo una donna di Alatri, i finanzieri sono stati in grado di individuare, nel giugno del 2017, altre cinque persone che, con il medesimo sistema, vendevano on-line a prezzi stracciati, con aste a partire da 15 euro, merce ritenuta contraffatta.

Nel processo, che è iniziato ieri davanti al giudice monocratico del tribunale di Frosinone Silvia Fonte Basso, sono parti offese marchi famosi della moda come Prada, Giorgio Armani, Ralph Lauren Colmar, Ray Ban, Vuitton, Liujo, Gucci, Nike Italy, Adidas Italy, Converse Italia, Puma Italia, Hogan, Coco Chanel e Dior.

L'udienza si è conclusa con due patteggiamenti a cinque mesi, lo stralcio di una posizione (che sarà giudicata dal tribunale di Cassino), mentre per i restanti due imputati il processo proseguirà con il rito ordinario. Sotto accusa ci sono tre donne residenti ad Alatri, S.A.D.S.G, 52 anni, ad Anagni, S.C., 42, e C.P., 32, ad Isola del Liri, C.D.V., 51, nonché un uomo residente a Ceprano, L.G., 33. Hanno patteggiato a cinque mesi S.C. e C.P, mentre C.D.V. sarà processata a Cassino. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Filippo Misserville e Giuseppe Campagiorni.
La procura di Frosinone ha contestato i reati di ricettazione e commercio di prodotti con segni falsi.