Boom di ore autorizzate per la Cassa Integrazione. Così nel Lazio, come per la provincia di Frosinone nel confronto tra il bimestre gennaio-febbraio 2018 e 2019. In Ciociaria, però, la Cig è diminuita nel raffronto tra i mesi di gennaio e di febbraio 2019. In controtendenza rispetto al dato regionale. È questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge dalla fotografia scattata dall'elaborazione della Uil (fonte Inps) nel secondo rapporto sulla Cassa Integrazione con gli ultimi dati disponibili (febbraio 2019). La provincia di Frosinone, nel confronto con il primo bimestre del 2018, in termini di percentuale, rientra nella top ten della speciale graduatoria (ottava posizione): +237,7%: da 279.098 ore (tra ordinaria, straordinaria e in deroga) a 942.596 ore dello stesso periodo del 2019. Un aumento cospicuo nella Cassa Integrazione ordinaria: da 41.326 a 725.385.

Nella variazione in termini di percentuale la provincia di Frosinone, sempre nel raffronto con lo scorso primo bimestre, è preceduta da Mantova (+241,3%), Cagliari (+255,4%), Avellino (+288%), Roma (+325,7%), Campobasso (+439,5%), Genova (+526,6%) e Taranto (+1.136,8%). Viceversa le maggiori diminuzioni di Cassa Integrazione sono state rilevate per le province di Caltanissetta (-100%), Aosta (-98,9%) e Ferrara (-97,9%). Il Lazio, in questa speciale graduatoria, occupa la prima posizione con una differenza tra i due primi bimestri del +240,3%. Precede Liguria e Molise (+218,5%). Segno meno e ultimi posti della classifica riservata alla variazione di ore di Cassa Integrazione per Valle d'Aosta (-83,6%) e Basilicata (-76,7%).

Nel raffronto tra le ore autorizzate tra gennaio 2019 e febbraio 2019, invece, Frosinone fa registrare il segno meno: -71,9%.
Con la percentuale di calo maggiore in quella ordinaria (-92,4%). Cresciuta, invece, quella straordinaria: da 55.000 ore a 152.871. In controtendenza rispetto alla regione. Il Lazio, infatti, è quinto in Italia (+301,8%) ed è preceduto da Puglia (+345,3%), Piemonte (+347,8%), provincia autonoma di Trento (+375,6%) e Sardegna (+669,8%). «Si registrano incrementi dell'ammortizzatore sociale in sei regioni e nelle due province autonome, con l'aumento maggiore nel Lazio spiega nel report Ivana Veronese, segretaria confederale Uil A livello provinciale i territori interessati da incrementi di ore richieste sono 34, con Taranto in testa (+1.136,8%).

Per quanto riguarda i settori produttivi, in valori assoluti, è l'industria ad assorbire il maggior quantitativo di ore di Cassa integrazione (36,7 milioni), seguita a distanza dall'edilizia (4,7 milioni), dal commercio (2,6 milioni) e dall'artigianato (32.000 ore). Rispetto al primo bimestre del 2018, le richieste di Cassa integrazione aumentano nel settore industriale (+34%), a fronte di una flessione nel commercio (-65,6%), nell'artigianato (-49,1%) e nell'edilizia (-10,7%). Nel primo bimestre dell'anno conclude Ivana Veronese si possono stimare 130.000 posti di lavoro salvaguardati da uno strumento che potrebbe, se migliorato e adattato alle esigenze specifiche e nuove dei diversi settori, garantire la conservazione di un più alto numero di posti di lavoro scongiurando l'uscita di un'occupazione non sempre facilmente ricollocabile in un mercato del lavoro ancora statico».