I lavoratori dell'Agenzia delle entrate sono pronti a far sentire la loro voce. Le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal/Unsa e Flp hanno indetto lo sciopero per la giornata di martedì 2 aprile. In concomitanza con lo sciopero, nella Capitale, è prevista una manifestazione nei pressi del ministero dell'economia e delle finanze (a partire dalle 9).
Rimostranze da parte dei lavoratori e dei sindacati che riguardano l'intero territorio nazionale. Si parla di circa 34.000 lavoratori.

Circa 250 in Ciociaria, occupati negli uffici provinciali di Frosinone, in cui c'è la maggioranza del personale, Cassino e Sora. Tra i nodi da sciogliere c'è il salario accessorio. Ovvero, quello riguardante la produttività. «I lavoratori dell'Agenzia delle entrate, sempre in prima fila per la lotta all'evasione fiscale, rischiano, almeno per ora, di non avere la retribuzione del salario accessorio per gli anni 2016 e 2017 spiega Fiorella Puglia, responsabile delle Agenzie fiscali della Fp Cgil Roma e Lazio Si tratta, a livello nazionale, di una decurtazione di circa 87 milioni di euro dai fondi di produttività dell'Agenzia.

Per essere più espliciti i lavoratori hanno svolto dei servizi per recupero di risorse con la lotta all'evasione fiscale: 4 miliardi di euro con la voluntary disclosure nel 2018 e hanno recuperato allo Stato 16 miliardi di euro. Oggi, però, rischiano di non avere il pagamento di questo lavoro. Abbiamo tentato prosegue di scongiurare lo sciopero. Prima con un'assemblea cittadina svoltasi a Roma il 18 marzo, sotto gli uffici centrali delle Entrate e, pochi giorni dopo, con un tentativo di conciliazione al ministero del lavoro. Chiediamo semplicemente la giusta richiesta di pagamento del lavoro, svolto con dedizione e tenendo conto della carenza di personale e dell'aumento delle competenze per gli stessi lavoratori».

Lavoratori e le organizzazioni sindacali, attraverso lo sciopero, così come evidenziano gli stessi sindacati in una nota congiunta, dicono «no ai ritardi nell'erogazione del salario di produttività» e «no alla perdita di oltre mille euro ogni anno». «Nel contesto dello sciopero nazionale si inserisce naturalmente la protesta a livello locale per gli stessi motivi che stanno alla base della protesta di tutti gli uffici d'Italia sottolinea Katia De Luca, rappresentante sindacale unitaria Cgil Fp Frosinone Con lo sciopero si rivendica il diritto al salario accessorio.

Ma i motivi hanno radici più profonde: la retribuzione in Italia è più bassa dei colleghi europei e il salario accessorio è stato ridotto nel corso degli anni. Del 75% rispetto al 2004. A fronte di questo, però, sono stati richiesti obiettivi sempre più sfidanti e, finora, puntualmente raggiunti anche negli uffici della direzione provinciale di Frosinone. Le rimostranze dei dipendenti originano anche dal mancato completamento delle progressioni economiche. Le problematiche, purtroppo, non finiscono qui: la sempre maggiore carenza di personale causata dal fisiologico raggiungimento dell'età pensionabile da tempo non trova soluzione per effetto delle mancate nuove assunzioni e del blocco dei concorsi. La Rsu della Fp di Frosinone conclude De Luca appoggia la protesta affinché si dia il giusto valore e riconoscimento all'impegno professionale di tutti i dipendenti dell'Agenzia»