Una telefonata disperata ai carabinieri con una voce rotta dalle lacrime. Al telefono una giovane donna che informava i militari del fatto che il suo fidanzato forse si era suicidato. Ovviamente alla notizia è scattato subito l'intervento dei carabinieri, che hanno chiesto alla ragazza tutte le informazioni sulla residenza del giovane di ventidue anni. Sul posto sono stati inviati dalla centrale operativa, diretta dal capitano Meo, i militari della stazione di Morolo più vicini al luogo del possibile suicidio.

Questi ultimi, arrivati davanti alla casa del ragazzo, hanno bussato più volte e cercato un contatto anche telefonico.
Dall'interno, però, nessuno ha risposto. A questo punto, senza pensarci troppo, i carabinieri hanno deciso di forzare e sfondare la porta. Entrati nella casa si sono trovati, fortunatamente, il ragazzo vivo ma in stato confusionale. A questo punto, visto che la situazione non era così drammatica come si poteva prospettare, sono stati chiamati gli operatori dell'Ares 118 che dopo aver effettuato le prime cure del caso, hanno trasportato il ragazzo, non in pericolo di vita, presso il nosocomio di Frosinone per gli accertamenti del caso. Il ragazzo è stato così sottoposto a tutte le cure necessarie.