E' partito ieri, 29 marzo, dalla Tunisia il ponte che attraverserà il Mediterraneo con la musica, l'arte e il teatro. Al via il progetto "I Fari culturali del Mediterraneo" sostenuto dal Ministero per i beni e le attività culturali con il bando "Boarding Pass" promosso dalla Compagnia Errare Persona di Frosinone con la direzione artistica di Damiana Leone, dal Teatro Bertolt Brecht di Formia e dal Centro R.A.T - Teatro dell'Acquario di Cosenza.

La prima tappa, come dicevamo, sarà in Tunisia, dal 29 al 31 marzo a Manouba, dove le compagnie porteranno la lettura dell'Odissea tra musica e teatro nel sito archeologico di d'El Battan. La compagnia di Frosinone, patrocinata dalla Regione Lazio, proporrà, dopo averlo presentato in anteprima in provincia alcune settimane fa, "Esperanto" degli artisti Damiana Leone, Alessandro Stradaioli e Marco Acquarelli.

Un viaggio nel Mediteranno a partire dal racconto di Ulisse e dal viaggio dello storico Greco Erodoto, fino a ripercorrere tutto il nostro mare attraverso le sue leggende, i suoi canti e le sue tradizioni. Esperanto racconta di popoli, di amori e viaggi verso i confini del Mondo perché questo nostro mare unisse e non dividesse. Ai canti della tradizione etnica italiana, spagnola, sefardita, portoghese, greca, rom, ebraica e araba, si alternano i racconti di popoli e luoghi reali e immaginari, in una sorta di esperanto che riassume la storia del Mediterraneo.

Nelle stesse giornate ci saranno il work shop con gli studenti tunisini, e altri spettacoli delle compagnie italiane con il concerto "Buon viaggio" dei musicisti calabresi Checco Pallone e Piero Gallina, la commedia dell'arte del Teatro Bertolt Brecht con "Pulcinella Mon Amour" insieme allo spettacolo "Omar ed Juliette" della compagnia tunisina Maraya, e il musicista Samih Mahjoubi con il suo luth.

Fino a novembre si accenderanno altri cinque Fari in luoghi diversi del Mediterraneo. Ecco le tappe: Patrasso (10-11-12 maggio), Siviglia (8-9-10 novembre), Formia (23-24-25 agosto), Frosinone (25-26-27 ottobre) e Cosenza (12-13-14 luglio).

Prenderanno vita, così, sei festival interculturali. Un ponte che si traduce in occasioni di formazione, in promozione di progetti ed iniziative comuni volti allo sviluppo di una cultura di integrazione e di pace, di diversità come ricchezza ed occasione di crescita. Il Mediterraneo come terra di conflitti, di focolai sempre accesi, come un mare maledetto è infatti al centro del progetto, che investe nella cultura come unione, nella conoscenza come un ponte tra popoli e Paesi.