A Frosinone era già stato in passato. Poi era andato in Sicilia da dove, l'altro giorno, è tornato per scatenare il caos. Il richiedente asilo di 25 anni, originario del Ghana, arrestato dalla polizia per sequestro di persona nel piazzale della curia vescovile di Frosinone, resterà in carcere. Così ha deciso il magistrato chiamato a convalidare il provvedimento adottato dagli agenti che sono dovuti intervenire, mercoledì pomeriggio, negli uffici di via Monti Lepini.
Oltre a convalidare l'arresto, il giudice ha anche deciso per la permanenza in carcere dell'africano.

Tutto è accaduto al termine di una riunione nella curia vescovile nei giorni scorsi. A quel punto si è materializzato il venticinquenne ghanese. Il richiedente asilo ci ha messo poco per farsi notare a chi ancora non era andato via. Particolarmente agitato, ha cominciato a chiedere con insistenza soldi. Così ha minacciato di chiudere i presenti all'interno del piazzale finché qualcuno non gli avesse dato quello che voleva. In pratica, ha sequestrato quindici operatori della Caritas diocesana. Ha chiuso il cancello, bloccando il passaggio con i cassonetti dell'immondizia. Uno dei presenti è stato scaraventato a terra. A quel punto è partita una richiesta di aiuto al 113. Nel piazzale del vescovado è arrivata una pattuglia della sezione volanti, diretta dal commissario capo Flavio Genovesi. Quindi anche una seconda.

Gli agenti hanno provato a riportare la calma e a convincere l'africano dal desistere dal suo proposito. Ma tutto è stato vano. Il ghanese si è scagliato contro gli agenti, colpendone e ferendone due dei quattro. Se la sono cavata con cinque e tre giorni di prognosi. Peraltro, dagli accertamenti è emerso che fino a settembre dello scorso anno il ghanese era stato ospitato in n centro di accoglienza della diocesi di Frosinone, ma era stato allontanato dopo aver manifestato problemi psichici.

Mercoledì, dunque, dopo l'episodio di violenza, l'arresto. Al richiedente asilo sono stati contestati i reati di sequestro di persona a fini d'estorsione, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Un episodio che ha riportato alla memoria quanto accaduto qualche mese fa quando un altro richiedente asilo aggredì due carabinieri all'ufficio postale di via Fosse Ardeatine.