Avevano da poco terminato una riunione nella curia vescovile, sulla Monti Lepini. Qualcuno era già salito in auto, altri scendevano la scalinata. Lui, un venticinquenne ghanese, richiedente asilo, è arrivato all'improvviso nel piazzale antistante la curia. Era agitato e voleva il denaro. «Non vi faccio uscire fin quando non mi date i soldi», queste le minacce del giovane rivolte a quindici operatori della Caritas. Li ha sequestrati. Ha chiuso il cancello, bloccandolo con cassonetti dell'immondizia per impedire che uscissero. Uno dei presenti è stato scaraventato a terra. Solo il tempestivo intervento dei poliziotti ha evitato il peggio. Due agenti sono rimasti feriti. Il profugo è stato arrestato.

I fatti
Paura, mercoledì pomeriggio, per quindici operatori della Caritas, che avevano da poco terminato un incontro e stavano lasciando la struttura nella parte bassa del capoluogo. Uno di loro ha provato a far desistere il ghanese, ma il richiedente asilo ha reagito, scaraventandolo a terra. Qualcuno è riuscito a contattare il 113. In pochi istanti una pattuglia è arrivata sul posto. Era di passaggio, ma conosceva il posto. Era stato ospite fino a settembre dello scorso anno, di un centro di accoglienza della diocesi di Frosinone, ma era stato allontanato dopo aver manifestato problemi psichici. L'altro ieri è tornato. Pretendeva denaro dai presenti. Li ha minacciati e ha chiuso il cancello. Come ricostruito dagli investigatori, un gesto finalizzato ad estorcere denaro.

All'arrivo degli agenti della squadra Volante, è diventato ancora più violento. Ha aggredito due dei quattro poliziotti.
Gli agenti hanno dovuto fare ricorso alle cure dei dottori, ne avranno uno per tre giorni e l'altro per cinque. Il ragazzo è stato bloccato e arrestato. Deve rispondere di sequestro di persona a fini d'estorsione, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il cancello è stato riaperto e gli operatori sono riusciti ad andare via, mentre per il profugo si sono aperte le porte del carcere di Frosinone, in attesa della convalida che si terrà oggi. Agli agenti intervenuti tempestivamente evitando il peggio, i ringraziamenti del questore Rosaria Amato e della curia della diocesi di Frosinone.

La diocesi
La curia diocesana ha ringraziato gli agenti per il tempestivo intervento. «L'uomo di nazionalità ghanese, responsabile dell'episodio, ospitein passatodi uncentro di accoglienza della nostra diocesi, ne era stato allontanato dopo aver manifestato problemi psichici. Dopo essere stato trattenuto in un'idonea struttura a Trapani, l'uomo, per motivi a noi ignoti, è stato dimesso dalla suddetta struttura e si è ripresentato ieri in maniera inaspettata nella sede centrale della Caritas, dove si stava svolgendo una riunione. La diocesi, conoscendone il disagio psichico, esprime dispiacere per quanto subito dai suoi operatori, i quali fortunatamente non hanno subito violenze, e auspica che il soggetto in questione sia messo in condizione di non ripetere più atti ostili o minacciosi».

Il commento del questore
«Si tratta di un episodio grave. Privare della libertà, fosse anche per un periodo limitato di tempo, comunque è un atto di intimidazione forte». Episodi simili, con il sequestro di persone, non si erano mai registrati sul territorio, anche se gli agenti in diverse occasioni sono intervenuti in centri di accoglienza, dove si sono registrate, a volte, liti tra gli ospiti, o forme di protesta per cibo non gradito o per ritardo di attribuzione di qualcosa che si aspettavano. Il questore ha ringraziato i suoi agenti: «Sono stati molto bravi. Quando arrivano telefonate al 113, di aiuto, sostegno, non sempre sono chiarissime.
Quando si arriva sul luogo dell'intervento, non si sa esattamente a cosa si va incontro. L'intervento degli agenti è stato tempestivo, coraggioso ed efficace»