Si viaggia a marze forzate verso la decisione. Come preannunciato, prima dell'estate la Corte d'assise di Frosinone pronuncerà la sentenza nei confronti dei quattro imputati per l'omicidio del ventenne di Tecchiena, Emanuele Morganti. Saranno necessarie ventiquattro udienze per ascoltare tutti i testimoni indicati dalle parti (tranne quelli di cui sono state acquisite le sommarie informazioni e quelli ai quali si rinuncerà) e le discussioni. Quattordici ne sono state già celebrate, altre dieci ne seguiranno da qui al 23 luglio data fissata per la sentenza.

Ad aprile ci saranno due udienze, altrettante a maggio per completare l'esame dei testi del pubblico ministero. Dei 166 testimoni sentiti nelle indagini preliminari, la procura ne ha indicati 85, la parte civile 70, le quattro difese 99, in gran parte coincidenti, ragion per cui, finiti i testi dell'accusa, ne resteranno ben pochi da ascoltare ancora. Dal 5 giugno, infatti, si comincerà a sentire le persone chiamate a discarico. Inizierà la difesa Palmisani-Castagnacci che ne citerà cinque o sei, di cui tre saranno sicuramente sentiti, mentre degli altri si potrebbero acquisire le dichiarazioni rese nelle indagini. A seguire la difesa Franco Castagnacci ne indicherà altri cinque più un consulente medico legale, infine altre tre testimonianze per la difesa Fortuna. Il quadro dovrebbe essere completo.

La discussione si avrà a partire dall'8 luglio con la requisitoria dei pubblici ministeri e della parte civile. Due e tre giorni dopo spazio alle difese, cui la Corte d'assise dedicherà due giornate. Infine un'ulteriore udienza il 23 luglio per eventuali repliche, la camera di consiglio e la sentenza. Poi si attenderà il deposito delle motivazioni per gli inevitabili ricorsi in appello. Inutile dire che, data l'importanza della questione, il processo finirà solo in Corte di Cassazione.