Michele e Terenzio Cialei, padre e figlio, il prossimo 24 aprile compariranno davanti al gup. Fissata l'udienza preliminare. Michele Cialei, in carcere da settembre del 2017, dopo tre volte che si è avvalso della facoltà di non rispondere, una settimana fa, davanti al pm titolare delle indagini, ha ripercorso drammaticamente le fasi che hanno portato all'assassinio del cinquantanovenne di Vallecorsa,

Armando Capirchio, di cui si erano perse le tracce a ottobre del 2017 e il cui corpo, fatto a pezzi, è stato ritrovato in una grotta in località Ambrifi, a Lenola, in provincia di Latina, il 23 marzo dello scorso anno. Michele Cialei ha confessato l'omicidio e di aver fatto a pezzi l'allevatore. Sembrerebbe che alla base del gesto ci siano dei vecchi rancori tra i due.
Sempre nel corso dell'interrogatorio Michele Cialei ha escluso l'aiuto del figlio Terenzio nell'omicidio e nell'occultamento, sostenendo di aver fatto tutto da solo. Per il figlio Terenzio, 21 anni, l'accusa di omicidio è caduta lo scorso mese di ottobre, mentre è rimasta nei suoi confronti, quella dell'occultamento di cadavere. Proprio il giovane, giovedì scorso, per la terza volta, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha tenuto la bocca cucita davanti al pm che voleva sapere se potesse dare qualche delucidazione in ordine alla posizione del padre Michele.

Entrambi, il 24 aprile compariranno davanti al gup. Michele Cialei è difeso dall'avvocato Giampiero Vellucci e dal professore Camillo Irace, Terenzio Cialei dall'avvocato Vellucci, mentre la famiglia di Capirchio si è affidata all'avvocato Filippo Misserville.