Il 24 marzo del 2017 a tarda sera Emanuele Morganti entrava con gli amici al Miro Music club di Alatri. A casa non sarebbe più tornato. Massacrato di botte all'esterno del locale, Emanuele, portato a Roma in gravissime condizioni, morirà alle 21 del 26 marzo, una domenica, al policlinico Umberto I. Una tragedia ancora senza un perché e per la quale è in corso di svolgimento un processo davanti alla Corte d'assise di Roma.

Giovedì la prossima udienza con nuovi testi chiamati a ricostruire cosa accadde quella notte di due anni fa. Per l'omicidio di Emanuele in quattro sono stati arrestati e sono tuttora detenuti in attesa della definizione del processo che sta andando, a marce forzate, verso la sentenza. Sentenza che potrebbe arrivare anche prima dell'estate. Sotto accusa per omicidio ci sono tre persone di Alatri, Franco e Mario Castagnacci e Paolo Palmisani e il frusinate Michel Fortuna.

Il lavoro dei magistrati che hanno coordinato le indagini condotte dai carabinieri è stato lungo e faticoso. Non semplice, come sta emergendo anche in aula, è stato analizzare le varie deposizioni raccolte nell'immediatezza dei fatti, ma anche nei mesi successivi con diversi testi richiamati più volte per chiarire particolari, per precisare, ma anche per metterli al corrente che le loro dichiarazioni erano smentite da altri. Non a caso, tra le persone sentite dal tribunale ci sono anche indagati per aver reso false informazioni ai pubblici ministeri Giuseppe De Falco, Vittorio Misiti e Adolfo Coletta che hanno coordinato le indagini.

Nell'ultima udienza, poi, un'altra testimone è stata praticamente indagata in aula e il suo esame è stato interrotto per valutare una possibile incriminazione per reticenza o falsa testimonianza. Ma tra tanti che hanno cercato di sviare le indagini ci sono diverse testimonianze che hanno permesso di ricostruire pezzo dopo pezzo i vari momenti delle aggressioni subite da Emanuele Morganti. E soprattutto su queste fa affidamento la procura in vesta dell'audizione degli ultimi testi indicati dai pubblici ministeri.