Oggi l'estremo saluto a Francesco Petrozzi, il ventenne che sabato scorso ha deciso di togliersi tragicamente la vita con un terribile gesto estremo. Le esequie saranno celebrate, alle 15.30, presso la chiesa Santissimi Apostoli Pietro e Paolo di Arce. Una corda stretta intorno al collo, un nodo e poi il vuoto sotto i piedi. Così il giovane ha messo fine alla sua esistenza forse troppo pesante per una persona sensibile come lui che non ha retto alle angosce del vivere quotidiano, mettendo in atto l'estremo e assurdo gesto.

Un gesto senza spiegazioni almeno per chi lo conosceva e che ancora non si fa capace dell'acca duto, ma un atto incredibilmente tragico anche per chi lo ha appreso ad Arce e Ceprano, dove il ragazzo era conosciuto. A vent'anni si è nel pieno del vigore giovanile, si ama la vita, ci si diverte ed in genere non si pensa alla morte. Il povero Francesco chissà cosa covava dentro, quale malessere o delusione può aver compromesso i suoi equilibri fino a spingerlo all'estremo gesto.
Un atto incomprensibile e inaccettabile per la mamma, così come per i suoi familiari più stretti, su cui è sceso il buio, il tragico dolore indescrivibile accompagnato dai mille interrogativi.

Nessun biglietto, nessun segnale che potesse far pensare a un malessere così profondo. Non si è potuto far nulla per salvarlo. Non è riuscita a strapparlo alla morte la povera mamma che lo ha trovato nella cucina rustica vicina all'abitazione di Campostefano. Un dolore straziante che non dovrebbe mai vivere nessuna madre e che resta avvolto da domande che forse non avranno mai una risposta.