Botte, insulti, minacce e costrizione durante i rapporti sessuali ad assumere cocaina. E non si sarebbe fermato neanche davanti alla gravidanza della donna. Tracce di droga rintracciate nel feto. Il bambino che la donna portava in grembo e con il quale poi è fuggita, riuscendo a chiedere aiuto al Telefono rosa e poi alle forze dell'ordine, è nato assuefatto alla cocaina. Costretto a restare tre giorni in osservazione in quanto era in crisi di astinenza. Queste le accuse, nei confronti di A.G, cinquantenne di Frosinone. Chiuse le indagini, la procura ha chiesto per l'uomo il rinvio a giudizio.

La ricostruzione
Gravissima accusa nei confronti del frusinate. Maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e induzione all'uso di sostanze stupefacenti. Vittima la sua compagna, ormai ex. I fatti di cui deve rispondere sarebbero accaduti nell'arco di tempo tra il 2014 e il 2018. Fino a quando la donna, è riuscita a reagire e a dire basta. Ha contattato il Telefono rosa. Si è presentata con suo figlio tra le braccia. Ha raccontato particolari agghiaccianti. Sono iniziate così le indagini della polizia. La donna ha raccontato i maltrattamenti, le botte e di essere stata costretta durante i rapporti ad assumere droga. Anche durante la gravidanza, tant'è che il bambino quando è nato ha avuto subito bisogno di cure, essendo in crisi di astinenza. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per il cinquantenne.