Plastipak, danni non ingenti ma per adesso la produzione non può riprendere. Queste le conseguenze dell'incendio che si è sviluppato per un corto circuito nella giornata di giovedì.

Il fatto
I circa 30 dipendenti della Plastipak Italia Sud srl, la forza lavoro dell'azienda a capitale americano, leader nel settore della produzione di contenitori (soprattutto bottiglie; progetta e realizza packaging per il settore alimentare e delle bevande, automotive e igiene personale), resteranno a casa per un periodo per ora non definibile. Il corto circuito verificatosi mercoledì pomeriggio, a seguito del quale l'impianto aereo del reparto di produzione ha subito seri danni, non ha fortunatamente inciso sulle matrici in materiale plastico, evitando così la produzione di sostanze tossiche che avrebbero potuto avere effetto devastante.

I sistemi di sicurezza aziendale, da sempre un vanto per l'azienda di via Anticolana, e l'immediato intervento degli specialisti dei vigili del fuoco, hanno circoscritto il danno e gli effetti. Pare che gli stessi tecnici di Arpa Lazio abbiano espresso prudente ottimismo sulle esalazioni che in un primo momento avevano fatto temere il peggio. Il danno c'è stato e sarebbe sciocco minimizzare. Pare addirittura che l'energia elettrica non sia stata ancora ripristinata, con i disagi che questo provoca.

Sui tempi della ripresa del lavoro, incidono naturalmente gli interventi di bonifica da effettuare. Una bonifica che prevede programmazione, autorizzazione e quindi realizzazione. L'episodio ha sostanzialmente confermato la buona organizzazione del lavoro e la prevenzione dei rischi; un tema in merito al quale la Plastipak non ha mai derogato. Nella desertificazione occupazionale, Plastipak pur non mostrando numeri enormi riesce a dare fiducia; ci si augura che al più presto le macchine tornino a produrre.