L'incendio di un centro benessere a Desenzano del Garda e il piano per rapinare una società di custodia di valori in Toscana. Sono gli elementi in base ai quali, ieri, i carabinieri e i finanzieri di Brescia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone. Tre sono in carcere e due ai domiciliari. L'intera operazione si è sviluppata sull'asse Brescia-Paliano. Al momento le accuse contestate sono di incendio doloso, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Ai domiciliari è finito un maresciallo dell'Aeronautica per il riciclaggio, mentre un agente della penitenziaria è indagato a piede libero per droga. Ci sono pure altri indagati a piede libero.

La figura intorno alla quale ruota l'intera indagine è Francesco Leone, barese trapiantato a Paliano, coinvolto in passato nel sequestro all'ex tesoriere di Silvio Berlusconi. È stato arrestato in Lombardia. L'indagine, protrattasi da settembre 2018 a marzo 2019, è nata dall'incendio doloso avvenuto il 10 settembre 2018 che distrusse il centro benessere "Il bello delle donne" di Desenzano del Garda (Bs).

Secondo le accuse raccolte dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza di Brescia nonché dallo Scico il mandante dell'incendio sarebbe Leone. Insieme a un complice è accusato di aver fatto diversi sopralluoghi ai fini, verosimilmente, di un sequestro lampo per una rapina da compiere ai danni di una società toscana specializzata nella custodia di valori. Nel mirino ci sarebbe stato il caveau.

Seguendo la pista Leone, gli investigatori sarebbero allora risaliti ai due che materialmente avrebbe eseguito l'incendio e ad alti due, ritenuti responsabili del trasferimento fraudolento di valori e di riciclaggio. Per l'incendio al centro benessere sono accusati gli altri arrestati finiti in carcere, Fabrizio Donda, 50 anni, di Monfalcone (Go), e Aurelio Romani, 60, di Paliano. Il primo è sospettato di aver appiccato materialmente l'incendio, utilizzando le chiavi fornite - sostiene l'accusa - dalla romena Ioana Turcitu, ex dipendente del centro, 41 anni, finita ai domiciliari a Montichiari.

Peraltro, lo stesso Donda si sarebbe gravemente ustionato a seguito dell'attentato. Romani, invece, è accusato di aver accompagnato Donda, dal Lazio fino a Desenzano, a bordo di una Kia Rio di cui, il giorno dopo, avrebbe denunciato a Roma - falsamente ritiene l'accusa - il furto. Leone, sostiene il gip di Brescia che ha firmato l'ordinanza di custodia in carcere, «si è adoperato per il reclutamento degli esecutori materiali, li ha posti in contatto con la Turcitu e ha loro assicurato una retribuzione per il proprio operato». Ma non solo, stando alle accuse, Leone «prospetta addirittura attentati incendiari contro i carabinieri di Paliano», scrive il gip che cita un'intercettazione: "una di queste sere gli metto una mezza bottiglietta di benzina sopra la macchina".

Contestato a Leone e Turcitu anche il riciclaggio per il trasferimento di 17.500 euro, per l'accusa, al fine di «ostacolare l'identificazione della provenienza illecita».
Per l'ipotesi di riciclaggio il gip ha disposto gli arresti domiciliari per un maresciallo dell'Aeronautica, Marco Frasca. Mentre un altro indagato, ma a piede libero, è un agente della penitenziaria in relazione ad alcune telefonate nelle quali si parlava di droga.

Sono stati sequestrati quattro immobili a Paliano, due conti correnti postali e una Mercedes Gle 4 Matic, nonché due armi e il relativo munizionamento e un silenziatore. Trovati anche documenti falsi e denaro in contante, forse, attinente al sequestro programmato in Toscana.
Gli arrestati sono difesi dagli avvocati Paolo Pulciani e Giampiero Vellucci.