Eurozinco, a rischio i proventi dalla locazione e tempesta in arrivo per la mancata corresponsione di quanto promesso agli ex dipendenti. Torna di nuovo a salire la tensione e così numerosi ex lavoratori di Eurozinco si sono riuniti per programmare iniziative "forti" a sollecito dei propri diritti. «La pazienza è durata anche troppo», sostengono i portavoce degli operai che snocciolano i motivi della loro delusione. «L'impegno formale, sostenuto da norme ad hoc, era duello di destinare una parte del ricavato dalla vendita di porzioni immobiliari agli ex lavoratori dichiarano con forza i quali attendono il pagamento di tre mensilità dell'anno 2015, la tredicesima, il mancato preavviso ed il versamento del "ROL" (riduzione orario lavoro)».

La vendita del lotto che aveva fruttato la bella cifra di 982mila euro ricavati dall'alienazione dei 52.600 metri quadrati di superficie, è stata effettuata il 4 dicembre scorso, e la parte spettante agli ex dipendenti andava versata entro il 4 marzo: nulla di fatto, neppure una comunicazione in merito. «In aggiunta a questo – sostengono gli operai – pare che il comune abbia bocciato la possibilità di affittare i circa 5 ettari di terreno scoperto alla società che, da quasi un anno, li utilizza quale deposito per l'enorme parco macchine».

Dal comune confermano: nonostante la pazienza degli uffici ed il rimpallo di richieste e di inefficaci riscontri, il Suap (Sportello Unico Attività Produttive) avrebbe comunicato il diniego per carenza di autorizzazioni. L'assenza dell'AUA, in particolare, dimostrerebbe l'approccio approssimativo per una pratica piuttosto seria. In un periodo di particolare attenzione verso le problematiche ambientali, con il gravame del Sin e tutto il resto, tanta leggerezza è incomprensibile. Sia il Suap che gli esperti del Cap. Meo controllano con cura e professionalità certi aspetti, e non è proprio il caso di giocare.