Gli altri quattro arrestati hanno già deciso di ricorrere al tribunale della libertà, mentre la difesa di Pio Riggi, rispetto alla strada che hanno già deciso di percorrere gli altri per impugnare il provvedimento originario, potrebbe percorrere una strada diversa e chiedere un altro interrogatorio per chiarire ulteriori aspetti. Questa eventuale decisione potrebbe nascere dalla conseguita disponibilità degli atti di indagine. Oggi si conoscerà la decisione.

Il 7 marzo scorso l'arresto dell'ex consigliere Pio Riggi (che si è dimesso mercoledì), del cugino Luciano Rosa, originario di Ferentino ma residente a Roma, dei napoletani Ugo Di Giovanni, Gennaro Rizzo e del romano Emiliano Sollazzo.
Le accuse per Riggi sono di aver preteso una tangente dall'imprenditore che si è aggiudicato il project del cimitero, e per gli altri quattro di aver estorto il denaro al tiburtino per conto dell'ex consigliere. Una inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma che ha coordinato le indagini dei carabinieri di Tivoli.

«Dopo aver letto attentamente le oltre 2000 pagine delle quali abbiamo avuto copia, trattandosi di atti posti a sostegno della misura e, quindi non coperti da segreto, ho il quadro chiarissimo spiega l'avvocato Giampiero Vellucci Al 99 per cento non opteremo per un ricorso al tribunale della libertà ma, in virtù delle indagini difensive, cercheremo di modificare il materiale e quegli elementi indiziari che hanno portato all'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Non posso anticipare nulla, ma certamente da un'attenta lettura degli atti (oltre duemila pagine), emerge chiaramente che qualcuno degli indagati, e mi riferisco alle condotte più gravi, abbia agito autonomamente, senza il consenso di Pio Riggi e il consenso in una spedizione punitiva come quella che si legge dagli atti, non avrebbe mai potuto darlo perché la sua personalità è incompatibile con la violenza e la minaccia».

Intanto nei giorni scorsi sono state ascoltate risulterebbe che l'ex assessore Bacchi fosse «a conoscenza dell'accordo corruttivo e dei modi con i quali Pio Riggi intendeva escutere il suo presunto credito illecito». Intanto nei giorni scorsi sono state ascoltati tecnici e politici. E altri seguiranno nei prossimi giorni. Venerdì scorso anche l'ex assessore ai lavori pubblici, Luca Bacchi, è stato ascoltato come persona informata sui fatti, secondo gli inquirenti sarebbe stato a conoscenza «dell'accordo corruttivo e dei modi con i quali Riggi intendeva escutere il suo presunto credito illecito».