Malato di ludopatia condannato per maltrattamenti in famiglia ed estorsione ai danni dei genitori. Il gup del tribunale di Frosinone, Pierandrea Valchera, al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato, ha inflitto al ferentinate P.C.
due anni e otto mesi. Il giudice ha stabilito tre anni di libertà vigilata che partiranno dopo aver scontato la pena nonché una provvisionale immediatamente esecutiva di 10.000 euro in favore delle parti civili (i genitori e il fratello, rappresentati dall'avvocato NicolaOttaviani) da risarcire in separata sede. Stando alle accuse, raccolte dai carabinieri dopo le denunce dei genitori, originari del capoluogo, l'uomo li avrebbe costretti a versargli ogni volta dai 60 ai 100 euro al giorno fino ad arrivare, in pochi mesi, alla somma di 20.000 euro. Pur di avere quei soldi per giocare sarebbe arrivato a minacciare di morte il genitore: «Procurati un fornetto che ti ammazzo».

In base alle accuse avrebbe sottoposto a vessazioni fisiche e morali i genitori perché affetto da ludopatia e ossessionato dal gioco d'azzardo, in particolare dai videopoker e dalle slot. Alla madre avrebbe provocato lesioni a una mano, mentre il padre sarebbe stato colpito con un bastone di plastica alla testa e al braccio. Finché alla vigilia di Natale di due anni fa, a seguito di un'aggressione, dovettero intervenire il 118 e i carabinieri. Alla fine per l'uomo è scattato l'arresto e ora si trova ai domiciliari in una struttura di recupero. La difesa, rappresentata dagli avvocati Antonio Ceccani e Mario Cellitti, ha puntato le carte sull'in fermità dimente. E ha chiesto una perizia psichiatrica in vista del processo con rito abbreviato. Il perito ha ritenuto l'imputato parzialmente capace di intendere e volere all'epoca dei fatti, in grado di affrontare il processo, ma soprattutto socialmente pericoloso. Da qui la condanna.