Dodici anni per la giustizia e la burocrazia italiana non sono sufficienti per vedersi riconosciuti diritti fondamentali come lo stipendio. È quanto lamentano circa 150 ex dipendenti della Fiuggiterme srl, la società controllata dal Consorzio Gaia, entrambe finite in liquidazione al Tribunale di Velletri sotto una valanga di debiti. Società alle quali una quindicina di anni fa fu affidata la gestione delle terme fiuggine, sotto la guida dell'allora amministratore delegato Roberto Scaglione, anche lui finito nei guai giudiziari. Un carrozzone politico bipartisan che dopo essere finito sotto la lente d'ingrandimento di diverse Procure, Bolzano compresa, finì per essere commissariato e con esso la Fiuggiterme srl, che nel frattempo aveva ottenuto 18 milioni di euro di finanziamenti dall'allora giunta regionale del Lazio presieduta da Francesco Storace.

Nel 2007 tutti i dipendenti termali vennero licenziati dal commissario straordinario Andrea Lolli. Vennero così attivate le procedure di rito, quindi bloccate tutte le spettanze, stipendi e Tfr. Nei mesi successivi una parte furono erogate dal fondo Inps.

Altri pezzi di retribuzione giacciono, a distanza di dodici anni, ancora nelle mani del commissario straordinario, impossibilitato alla ripartizione delle cifre per una serie di contenziosi di lavoro promossi da alcuni dei lavoratori licenziati, ed oggi in una minima parte residuale, ancora in svolgimento nei tre gradi di giudizio.

Tutto perfettamente in linea con le normative vigenti in materia. Però ai 150 lavoratori interessati, che nel frattempo, sono finiti anche dentro un'altra procedura fallimentare, stavolta al Tribunale di Frosinone e che ha interessato la società Terme di Fiuggi Spa & Golf, congelando loro altre dieci mensilità lavorate e non liquidate; chi glie lo spiega che dodici anni ancora non bastano per vedersi riconosciuti gli stipendi lavorati? Una volta chi dipendeva dalla società Ente Fiuggi di Giuseppe Ciarrapico era un privilegiato; oggi gli stessi lavoratori, diventati nel frattempo stagionali, lottano per avere quel che spetta loro.