Processo per la videosorveglianza al palo. L'udienza, dedicata all'audizione di Achille Benedetti (che ha definito la propria posizione in udienza preliminare con il rito abbreviato) è saltata per la terza volta. Il teste, nonostante fosse stato disposto, a causa delle precedenti assenze, l'accompagnamento coattivo, ieri pomeriggio non era in aula. E da quanto emerso era al cimitero di Verona in preda a una crisi di pianto. In udienza erano presenti l'ex comandante dei vigili Francesco Delvino (imputato insieme a l'ex consigliere comunale con delega alla sicurezza Paola Lacava, Giuseppe Federici della società Fgs, Marco Illarietti e Valentina Lazzaroni, socio e collaboratrice della Security Trust) e gli avvocati Alessandro Barbieri, Antonino Nobile, Laura Bacchi, e per il Comune di Frosinone, costituitosi parte civile, l'avvocato Vincenzo Galassi.

A quel punto il presidente del collegio, il giudice Francesco Mancini (a latere Proietti e Fonte Basso) ha rilevato che il «comando dei carabinieri di Desenzano del Garda aveva assicurato la presenza del Benedetti e del suo difensore all'udienza odierna e che, nelle scorse udienze, a fronte delle rassicurazioni avute dal comando stazione e della richiesta di non dare conto all'accompagnamento coatto a causa della carenza di uomini e mezzi della stazione, si era disposto non darsi corso all'ordine. Tuttavia, verbalmente contattato l'avvocato ha negato aver mai assicurato la presenza sua e dell'assistito e che il Benedetti, contattato a mezzo telefonico dai carabinieri, si troverebbe al cimitero di Verona in preda a una crisi di pianto». Il tribunale ha allora deciso per un verso, di «interessarsi la scala gerarchica competente sulla stazione dei carabinieri di Desenzano del Garda per i disguidi cagionati al tribunale a seguito delle reiterate assicurazioni fornite, e, per altro verso», di disporre «un nuovo e non più revocabile accompagnamento coatto a mezzo dei carabinieri di Desenzano del Garda».

Disposto «che copia del presente verbale nonché delle note dei carabinieri relative alle precedenti udienze sia trasmessa al comando compagnia carabinieri competente per territorio per gli eventuali opportuni provvedimenti nonché per fornire un'eventuale ausilio di uomini e mezzi».

Il processo è stato rinviato al 31 maggio