Non solo Ferentino e Isola del Liri, dove i project si sono poi concretizzati, ma anche un modello da cercare di esportare in quei comuni dove si poteva trovare un accordo. E spunta anche il comune di Serrone dove, durante la passata amministrazione, lo stesso Pio Riggi si sarebbe recato per presentare la proposta di project per conto della stessa ditta sempre per effettuare i lavori di ampliamento, con annessa gestione pluriennale, al cimitero. Ipotesi poi sfumata e caduta nel vuoto nel giro di poco tempo perché ritenuta dalla vecchia amministrazione irrealizzabile.

L'incontro con il prefetto

Intanto, ieri si è tenuto l'incontro tra i consiglieri comunali di opposizione del Comune di Ferentino e il prefetto Ignazio Portelli. I quattro amministratori di minoranza Maurizio Berretta, Franco Collalti, Giuseppe Virgili e Luca Zaccari hanno infatti chiesto di valutare la situazione anche con riferimento ad un possibile scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Due ore circa la durata del dialogo molto riservato. Ciò fa capire che il prefetto sta monitorando con grandissima attenzione l'evolversi della situazione. A dimostrazione del fatto che la vicenda giudiziaria legata all'appalto dei lavori di ampliamento del cimitero della città gigliata, scoppiata come una bomba una settimana fa a Ferentino facendo registrare cinque arresti fra cui quello del consigliere Pio Riggi, è piuttosto seria.

Tutto ruota intorno al project financing e alla richiesta di una tangente quantificata, secondo quanto hanno accertato i carabinieri di Tivoli, in 300.000 euro. E che, dopo i tentativi di riscuoterla andati a vuoto e l'intervento del clan camorristico, era lievitata a un milione di euro. L'imprenditore vittima dell'estorsione, Lorenzo Scarsella, alla fine ha ceduto e ha versato 44.000 euro.

Poi la denuncia, le indagini e l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Flavia Costantini che ha disposto il carcere per il consigliere comunale Pio Riggi, il cugino Luciano Rosa, Emiliano Solazzo di Roma e Ugo Di Giovanni e Gennaro Rizzo di Napoli. «Ci riteniamo particolarmente soddisfatti dell'incontro con il prefetto – le uniche parole che si è riusciti a strappare dalla bocca dei consiglieri ferentinati – ma non possiamo dire altro nel modo più assoluto».

Una dichiarazione stringata e congiunta, per il resto top secret. Bocche rigorosamente cucite. Si attende il corso dell'inchiesta e capire anche se ci sono eventuali situazioni che ancora non sono trapelate. Il prefetto attende sviluppi e delucidazioni sugli "omissis". Se emergeranno scenari tali da richiedere un intervento, su questo fronte non si indugerà. Da una parte, quindi, c'è la massima attenzione e dall'altra anche la cautela su una vicenda salita alla ribalta della cronaca nazionale