L'osservatorio sulla demografia delle imprese nelle città italiane (elaborazioni ufficio studi Confcommercio su dati SI Camera, l'agenzia delle Camere di Commercio) evidenzia nel capoluogo, negli ultimi dieci, un calo nel numero di esercizi relativamente al commercio al dettaglio (prodotti alimentari, bevande, tabacchi, prodotti per uso domestico in esercizi specializzati, commercio al dettaglio ambulante ecc). Dagli 826 del 2008 ai 715 del 2018. Vuol dire -111 in un decennio.

Ma scomponendo ulteriormente il dato si evince che il numero degli esercizi è sceso di 45 unità (da 133 a 88) nel centro storico e di 66 nel resto della città (da 693 a 627).
Dato che resta negativo nel confronto decennale nonostante una ripresa nell'ultimo biennio (dalle 689 attività nel 2016 alle 715 del 2018).

L'osservatorio, di contro, registra un aumento delle attività per quel che concerne gli alberghi, i bar e i ristoranti. Sempre confrontando i dati del 2008 con quelli del 2018. Segno più quantificabile in 8 attività per il centro storico (da 41 a 49) e di 31 imprese, invece, per le altre zone del capoluogo (da 214 a 245). Complessivamente, dunque, si tratta di un aumento di 39 esercizi. In questo settore, scomponendo il dato generale, si evidenzia che il peso maggiore è quello riservato ai bar e ai ristoranti (dai 236 del 2008 ai 277 del 2018 contando sia quelli ubicati nel centro storico che gli altri). Leggero calo, invece, per gli alberghi nelle altre zone della città: da 17 a 13 in dieci anni.