Dopo il gran parlare di strisce blu e sosta a pagamento, la situazione dei parcheggi appare ancora più paradossale, con le aree di sosta che da valore aggiunto per la città si sono trasformate in immondezzai a cielo aperto. Un bel patrimonio, quello degli edifici di via San Giuseppe e piazza Santissima Triade, che però restano per lo più chiusi e abbandonati, alla mercé di sbandati e vandali. Solamente il primo è in parte utilizzabile, anche se bisogna dimenarsi tra sporcizia, alberi rotti dal vento e bisogni fisiologici. Infatti non è difficile trovare a terra i "resti" di qualche mal di pancia improvviso dei viandanti, che vi sostano non avendo a disposizione i bagni pubblici. Andando oltre è altrettanto facile scorgere le tracce di ingressi fortuiti nelle aree interdette al pubblico: reti tagliate, fil di ferro sganciati, scalette da cantiere posizionate alla bene e meglio per scavalcare i muri.

Muri pieni di scritte che testimoniano il passaggio del bivacco che nascondono agli occhi dei più. Questa però è solo la punta dell'iceberg. A fare da contorno, rifiuti di ogni genere abbandonati un po'ovunque: buste, bottiglie, anche accatastati da diverso tempo e lasciati lì a degradare; mentre dall'altra parte c'è una città che ha un bisogno impellente di spazi dove poter posteggiare, soprattutto nei fine settimana in cui viene interdetta la circolazione dei veicoli nel centro storico. Ma questo è un grido d'allarme che riecheggia da anni tra i cittadini, già solo il parcheggio di piazza "Trito", difatti, da oltre un decennio è ancora incompiuto, bloccato da un contenzioso con la ditta responsabile dei lavori, che vanta crediti nei confronti del Comune per alcune centinaia di migliaia di euro.