Continuano a protestare ma non sanno più con chi. Non che fosse mai cambiata la situazione ma solo per avere un interlocutore. Allora i residenti del centro si sfogano sui social e parlano al futuro sindaco di Cassino. Ma si sono sfogati pure nella piazza reale. Il nocciolo è sempre lo stesso: la maleducazione dei ragazzi nel weekend. Divisi pure a parlare di "movida" perché c'è chi sostiene che la città sia ancora poco vitale rispetto alle sue potenzialità e a un vero progetto aggregativo che calamiti ancora più presenze e chi, invece, cataloga con quel nome le nottate "brave" dei cassinati, ponendo però l'accento sugli aspetti squisitamente negativi.

Che poi la droga circoli, con aree specifiche di smercio, metodi "volanti" per gli scambi in mezzo alla folla, baby pusher in azione fino a una certa ora, vedette tutt'intorno per segnalare l'arrivo delle forze dell'ordine, questo resta un dato acclarato e rimarcato da tutti. Che i ragazzi e, soprattutto, i giovanissimi alzino il gomito senza pudore (anche con bottiglie di alcol acquistate nei supermarket) è altrettanto ripetitivo. A infastidire sono gli schiamazzi senza senso e senza il minimo controllo che si protraggono fino, a tardissima notte. Urla, risate, improperi: i decibel del weekend salgono di livello con il passare delle ore. Gli androni dei palazzi vengono, spesso utilizzati come "bagni pubblici", ma non solo quelli, e tanti, troppi giovani danno di stomaco in ogni dove.

Anche sabato notte è andato in scena lo stesso copione e i cassinati hanno lamentato la mancanza di ritegno e di regole, quanto meno di soluzioni per evitare che la "bolgia" danneggi chi vuole soltanto dormire. Inevitabilmente si è riaperto il dibattito, pure sul ruolo genitoriale. Specie quando i protagonisti della notte sono minorenni, i più temuti, i più disinibiti.
Al centro, di nuovo, gli interrogativi sulle famiglie e quelli su una sana e seria pianificazione per un divertimento più organizzato e attrattivo. E, perché no, per ogni età.