Dopo la gioia, la preoccupazione. Per le lavoratrici del lotto 5 per la pulizia nelle scuole non c'è pace. «La scorsa settimana il ministero dell'Istruzione ha definitivamente aggiudicato la gara-ponte per l'appalto di servizi di pulizia e servizi di ausiliariato per il lotto 5 (istituti scolastici di Frosinone e Latina), permettendo alle circa 800 lavoratrici e lavoratori di mettere fine ad un lungo calvario fatto di soprusi da parte delle società della RTI Ma. Ca.-Servizi Generali-Smeraldo che da luglio 2017 non pagano o pagano parzialmente le retribuzioni», ricorda con una nota la FilcamsCgil nazionale, regionale e di Frosinone e Latina.

«L'aggiudicazione della gara-ponte tra l'altro ha visto un allungamento dei tempi a fronte dei continui ricorsi alla magistratura amministrativa da parte delle società Ma.Ca. e Servizi Generali, facendo in modo di continuare ad operare sull'appalto pur non retribuendo le lavoratrici e i lavoratori - ricorda ancora il sindacato-. Ad avvenuta aggiudicazione gli addetti del lotto 5 avevano gridato alla vittoria consapevoli del fatto che, per effetto della clausola sociale contrattuale, vi è il passaggio alle nuove aziende aggiudicatarie. Tale convinzione è stata resa ancora più fondata a fronte degli accertamenti svolti dagli ispettorati del Lavoro di Frosinone e Latina che hanno riscontrato e contestato alle società intorno alla metà di febbraio oltre al mancato pagamento degli stipendi, l'evasione contributiva ed addirittura il ricorso a manodopera in nero. Le lavoratrici, consapevoli che l'evasione contributiva e l'utilizzo di lavoratori in nero è ragione di immediata estromissione da un appalto pubblico e di esclusione da qualsiasi gara, hanno ritenuto superati tutti gli ostacoli rispetto al proseguo del cambio di appalto».

Tuttavia la partita resta aperta. «Le maestranze sono ripiombate nella più profonda preoccupazione dopo aver appreso che Ma. Ca., venerdì, ha depositato un nuovo ricorso al Tar di Latina che rischia di allungare ancora i tempi del passaggio di appalto», conclude la Filcams. Che conferma in assenza di cambio di appalto, «visto il mancato pagamento delle retribuzioni, aggravato dal mancato versamento dei contributi previdenziali da parte delle società Ma. Ca. e Servizi Generali, così come accertato dagli organi ispettivi del ministero del Lavoro, riprenderanno tutte le iniziative sindacali tra cui lo sciopero ad oltranza».