Stanno letteralmente piovendo "bollette" su tutto il Cassinate. Dalla valle ai comuni montani, sembra che nessuna casa sia risparmiata dalla richiesta di dazio inviata dal Consorzio di Bonifica Valle del Liri in merito all'imposta sull'irrigazione. Quello che sta lasciando i cittadini interdetti non è la richiesta del pagamento in sé, ma che sia stata inviata a utenti che abitano in condomini, palazzi più o meno grandi, ma che sicuramente non usufruiscono dei servizi di irrigazione. Imposte che sembrerebbero, nella maggior parte dei casi, rifersisi al 2014. Il primo comune a scendere il campo è stato Pontecorvo dove, dopo l'arrivo dei primi bollettini dal Consorzio, i cittadini si sono presentati in Municipio.

Il sindaco non ha fatto attendere la sua risposta, Rotondo, infatti, si è fatto portavoce delle istanze direttamente presso il Consorzio. Dopo Pontecorvo ibollettini sono arrivati anche ad Aquino «Una tassa iniqua - ha commentato Mazzaroppi -.Sono pronto a dare battaglia». Anche lui, come centinaia di aquinati, è stato raggiunto da un avviso di pagamento per un locale in centro. «Ho fatto richiesta per un incontro urgente al commissario Riccardo Casilli per rappresentare le nostre perplessità. Azioneremo tutti i dispositivi possibili previsti dalle norme per evitare un balzello del genere. Noi, come Comune, siamo attenti a non tassarein eccessoi nostriconcittadini e ora ci troviamo di fronte ad avvisi come questi. Se devono sanare dei debiti del passato tagliassero le indennità oppure chiudessero».

Anche da Vallerotonda il sindaco Verallo scende in trincea: «Qualche anno fa abbiamo deliberato, in consiglio comunale, la fuoriuscita dal consorzio ma la ferrea legge Regionale, che lo aveva costituito, lo ha impedito. Ma oggi una sentenza del consiglio di Stato, la 188 del 19.10.2018, richiamando una sentenza della cassazione del 1996, apre prospettive concrete per la tutela dei nostri cittadini costretti a pagare un corrispettivo per un servizio che non c'è e non c'è mai stato. In sintesiun consorzio per chiedere un tributo deve produrre per il fondo "un vantaggio specifico e diretto, che non può essere presunto o desumersi in via indiretta per il solo fatto che altri immobili ne abbiano goduto".