Un difetto sull'auto di servizio che non era stato ravvisato in occasione della revisione. Potrebbe essere questa la causa della morte del giovane vigile del fuoco di Frosinone, Giuseppe Vona, scomparso a 38 anni, il 4 aprile del 2014 in un terribile incidente sulla galleria Monte Giove nel tragitto che lo portava da Terracina, sua sede di servizio, al distaccamento a Gaeta per una sostituzione. Dopo due richieste di archiviazione, avanzate dalla procura di Latina, alle quali si è opposta la famiglia del vigile del fuoco (che era sposato e padre di una bimba), rappresentata dagli avvocati Nicola Ottaviani e Luigi Annunziata, è stata fissata l'udienza preliminare.

Il 4 luglio il gup di Latina, Mario La Rosa, sarà chiamato a pronunciarsi e a decidere se rinviare o meno a giudizio l'unico imputato, M.C. di Piacenza, in qualità di responsabile della revisione del centro della città emiliana che aveva l'appalto sui mezzi dei vigili del fuoco. Stando a quanto ricostruito nel corso dell'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza, il mezzo sul quale viaggiava lo sfortunato vigile del fuoco, un Defender della Land Rover avrebbe subito la rottura del sistema sterzante.

In base a quanto emerso finora, sulla base anche di una consulenza, vi era un'usura avanzata della testina dello sterzo che, rompendosi, avrebbe provocato il ribaltamento del mezzo, senza lasciare scampo all'unico occupante. In base alle accuse quell'usura si sarebbe potuta individuare nel corso dell'ultima revisione al quale il mezzo era stato sottoposto, il 15 ottobre 2013, dalla società di Piacenza. Da qui l'indagine ha preso una piega ben precisa concentrandosi sul responsabile della revisione periodica del Defender, che è assistito dall'avvocato Daniele Gardi.

L'incidente si era verificato nella galleria Monte Giove intorno alle 19.40, mentre Vona, per una tragica fatalità, andava a Gaeta per una sostituzione di turno nel distaccamento del sud pontino. Il trentottenne ciociaro, da poco tempo, era stato trasferito a Terracina dal comando di Latina. Prima ancora era stato in servizio a Bergamo e Arezzo, ed era in attesa di essere trasferito definitivamente a Frosinone. Nel ribaltamento non erano rimasti coinvolti altri mezzi.