Propongono fruttuosi investimenti in denaro, spacciandosi per appartenenti alla Guardia di finanza con conoscenze in Vaticano. Così facendo, secondo quanto ricostruito dalla procura di Frosinone, avrebbero messo a segno delle truffe per un ammontare di oltre 270.000 euro. Contestata l'aggravante del danno di rilevante gravità.

Per i fatti contestati, relativi al periodo che va dal 4 ottobre al 13 novembre 2017 dovranno subire un processo, a partire da questa mattina, Mario Natalizia, 43 anni, e Maurizio Moauro, 58, di Frosinone, e Anna Maria Sartini, 44, di Ferentino, difesi dagli avvocati Aniello Pullano e Marco Maietta. Quattro, invece, le parti offese, residenti tre a Frosinone e una a Boville Ernica, rappresentate dagli avvocati Angelo Testa e Antonio Perlini.

Stando alle accuse, come emerso dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Frosinone,  a tutti è contestata la truffa in concorso, per essersi presentati da un investitore, Natalizia quale conoscente dell'allora comandante provinciale della Guardia di finanza, «il quale - a suo dire - avrebbe vigilato e garantito - secondo il capo d'imputazione - tramite personali conoscenze presso lo Ior del Vaticano sul buon esito degli investimenti», Sartini spacciandosi per militare della Finanza e Moauro telefonando all'investitore «qualificandosi quale colonnello» della Finanza.

All'investitore - stando alle accuse - avrebbero presentato alcuni falsi documenti con gli stemmi della prefettura, del Nucleo di polizia tributaria della Finanza e di due istituti di credito. All'investitore avrebbero consegnato degli assegni bancari e circolari, in alcuni dei quali lo stesso risultava beneficiario, al fine - sostiene l'accusa - «di non fargli più reclamare il capitale investito».

Così facendo, per la procura, avrebbero indotto in errore lo stesso a consegnare complessivamente 100.000 euro, «omettendo di effettuare per suo conto gli investimenti di denaro prospettatigli, procurandosi così l'ingiusto profitto». A Sartini e Moauro è stata contestata anche la sostituzione di persona per essersi spacciata l'una per appartenente alla Finanza e l'altro di essere il comandante provinciale del corpo.

A Natalizia e Moauro è contestato un altro episodio di truffa, in concorso tra loro, per aver proposto a una delle vittime l'assunzione in una ditta farmaceutica di Anagni «nonché vantaggiosi investimenti immobiliari presso la curia vescovile di Frosinone». A tal fine Moauro si sarebbe spacciato per dirigente della società (ragion per cui gli viene contestata un'altra sostituzione di persona). I due - stando alle accuse - dando alla vittima degli assegni postali e bancari a garanzia del capitale investito lo inducevano in errore «facendosi consegnarle la somma complessiva di circa 15.000 euro». Anche in questo caso, omettendo - sostiene la procura - di effettuare gli investimenti per suo conto.

Altra truffa è contestata a Natalizia per aver prospettato a una terza vittima «fruttuosi investimenti in denaro presso il Vaticano, nonché per l'acquisto di cappelle cimiteriali» e ancora azioni di varie società «presentandosi quale persona vicina agli ambienti del vescovato di Frosinone e conoscente personale del vescovo di Frosinone». In tal modo, sempre secondo l'accusa, esibendo degli assegni postali e bancari, avrebbe indotto in errore l'investitore «facendosi consegnare la somma complessiva di circa 140.000 euro».

Infine, l'ultima truffa è contestata ancora a Natalizia ai danni del titolare di un'attività di autonoleggio. L'imputato avrebbe vantato «amicizie ed incarichi» nel comando della Finanza di Frosinone. Così facendo avrebbe sottoscritto cinque contratti di noleggio «omettendone la restituzione ed il pagamento dei relativi canoni di locazione adducendo a giustificazione non meglio specificate autorizzazioni che dovevano essere rilasciate dal comando della Guardia di finanza di Frosinone». Così si sarebbe procurato un ingiusto profitto di 18.000 euro.