Settantacinque anni senza sapere niente. Tre quarti di secolo trascorsi sapendo solo che il proprio nonno era disperso in mare.
Mai Antonio Vita avrebbe pensato di suonare nella commemorazione del suo avo di cui porta il nome.

Quando in qualità di direttore del coro interforze Salvo D'Acquisto, è stato chiamato a partecipare alla messa in onore degli oltre quattromila soldati italiani caduti nel più grande disastro navale della Seconda Guerra Mondiale, quello dell'Oria, Antonio non sapeva ancora. Solo per caso, come altri, ha scoperto che tra i dispersi dell'Oria c'era anche l'Antonio Vita suo antenato, nato il 12 maggio del 1912. Suo nonno, originario di Sant'Apollinare, è tra i cento ciociari che persero la vita il 12 febbraio del 1944 sulle coste al largo di Capo Sounio,in Grecia, dovedaqualche anno sorge un monumento. Grazie al grande spirito che anima la rete dei familiari delle vittime dell'Oria e al generale Antonio Albanese a Velletri si è tenuta, nelle scorse settimane, la commemorazione ufficiale alla presenza, tra gli altri, del ministro della Difesa Elisabetta Trenta (alla celebrazione in Grecia, svolta in contemporanea, c'era l'ambasciatore).

Che ricordi ha di suo nonno?
«Sapevo dai racconti di nonna che era disperso tornando dalla Grecia in Italia - racconta Antonio Vita - ma non sapevo dell'Oria».

Per lei è stata una grande sorpresa?
«Mi è stato girato il link del vostro articolo e, casualmente, mi è venuta voglia di controllare la lista degli imbarcati».

E lì c'era suo nonno.
«E abbiamo chiuso il cerchio. Ho contattato subito dei cugini di mio padre a Sant'Apollinare e anche loro sono rimasti sorpresi. Loro hanno avuto il papà, fratello di mio nonno,che si è salvato. Lui si è imbarcato prima su un'altra nave.
Mio nonno, sembra, si sia messo paura e non sia voluto salire. Così è finito sull'Oria».

La famiglia Vita si è spostata nella vicina provincia di Latina.
«Sono nato a Formia, ma sono cresciuto a Santi Cosma e Damiano, il paese di mia madre. Fino a 25 anni sono rimasto lì, poi per motivi di studio mi sono trasferito a Roma. Insegno in una scuola media e dirigo dei cori e il coro interforze dell'Assoarma».

Proprio in qualità di direttore del coro polifonico D'Acquisto ha saputo di suo nonno.
«È una cosa incredibile perché l'evento era organizzato da mesi. Ho letto l'articolo, poi mi sono detto: fammi vedere l'elenco».