È scomparsa. Da due mesi non si trova più la suora che ha colpito, a mattonate, don Matteo. La postulante nigeriana non è stata rintracciata nel momento in cui gli veniva notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari per il reato di lesioni aggravate ai danni del sacerdote. A quanto pare da un paio di mesi non si da dove sia. E il fatto è abbastanza singolare. Per il processo non ci sono problemi, nel senso che potrà tranquillamente celebrarsi visto che, comunque, la chiusura delle indagini è stata notificata al suo difensore, l'avvocato Nicola Ottaviani. Al momento, l'aspirante suora, nonché prossima a entrare in clausura, è irreperibile. Del resto nei suoi confronti non sono state adottate misure restrittive.

In teoria, dunque, era libera di muoversi, salvi gli obblighi derivanti dal suo status in procinto di diventare suora a tutti gli effetti. Forse potrebbe trovarsi a Roma, in un altro convento, per continuare il suo percorso o presso dei privati. In questo secondo caso potrebbe essere il preludio alla volontà di spogliarsi dell'abito talare. L'aggressione al sacerdote, nigeriano come l'aggressore, resta avvolta nel mistero. Lei, infatti, pur interrogata direttamente nel convento dove era ospitata, non ha mai voluto chiarire i motivi che l'hanno spinta a un gesto così eclatante. Peraltro, nemmeno il sacerdote, solito a celebrar messa nel convento, aveva voluto sporgere querela.

Tuttavia, l'indagine è stata aperta d'ufficio, considerato l'uso del mattone come arma impropria. Il sostituto procuratore Vittorio Misiti, titolare del fascicolo, ha formalmente chiuso l'indagine a fine anno. L'episodio è accaduto a Veroli lo scorso 21 settembre. Il prete ha riportato lesioni guaribili in venti giorni. Era stato aggredito al termine della funzione officiata nella chiesa di santa Maria dei Franconi, nel centro storico di Veroli. La donna, che aveva nascosto il mattone sotto la tonaca, gli si era avventata contro in sagrestia e lo aveva colpito con violenza alla testa. Il sacerdote, subito soccorso, era stato portato all'ospedale di Frosinone, mentre i carabinieri della compagnia di Alatri e della stazione di Veroli avevano avviato gli accertamenti del caso per ricostruire l'episodio e anche per cercare di capire se dietro il gesto violento si nasconda dell'altro.