Nel mattatoio di via Napoli si continua a macellare, nonostante l'ordinanza di sgombero dei locali. L'area è destinata a ospitare la futura scuola innovativa progettata dal gruppo dell'architetto Renzo Piano. Perciò l'amministrazione De Donatis cerca di stringere i tempi, anche sulla scia del recente pronunciamento del Tar che ha respinto la richiesta di sospensiva dello sgombero presentata dal consorzio privato che gestisce l'impianto.

La battaglia legale approderà presto al Consiglio di Stato, interpellato sulla necessità cautelare di una sospensiva all'ordinanza di sgombero firmata dal dirigente del Comune. Il Consiglio di Stato ha fissato la camera di consiglio per il 21 marzo. Ieri mattina il dirigente comunale Pio Porretta si è recato con altri funzionari al mattatoio per prendere visione della situazione. È emerso che è ancora in corso l'attività di macellazione, come già segnalato dai residenti della zona. Dopo il sopralluogo i tecnici comunali hanno redatto un verbale.

Il sindaco Roberto De Donatis spiega cosa intende fare: «Ci costituiremo di nuovo in giudizio per seguire fino in fondo questa vicenda sotto l'aspetto amministrativo, ma nel frattempo andremo avanti con l'esecutività di un'ordinanza che ancora una volta non è stata messa in discussione. Visto che c'è una sentenza del Tar e un interesse pubblico di un intero quartiere che chiede, aldilà della scuola dell'architetto Renzo Piano, che cessi quest'attività al centro della città. Ribadisco le nostre volontà espresse in maniera chiara in tutti gli atti prodotti, comprese le memorie difensive che ci hanno dato ragione perché non si ravvede la necessità cautelare di accordare la sospensiva dell'ordinanza, che dunque resta efficace».

Insomma, il Comune andrà avanti sullo sgombero: «Daremo esecuzione all'ordinanza con tutti i mezzi a nostra disposizione, considerate le condizioni che si sono verificate -assicura De Donatis- Continuiamo a essere sorpresi da chi dice che la nuova scuola non si farà mai. È chiaro che si tratta di dichiarazioni rese per fare ostruzionismo rispetto a un progetto importante e a una riqualificazione urbanistica attesa in una zona centrale della città che non tollera più la presenza del mattatoio nel centro della città»