Hanno deposto diversi testimoni ieri in aula in Tribunale a Latina, davanti al giudice monocratico Beatrice Bernabei per l'incidente stradale in cui aveva perso la vita Gina Turriziani Colonna, la giovane di Frosinone, morta in un terribile incidente stradale avvenuto in un incrocio maledetto a Borgo Grappa tra via Zì Maria e via della Segheria. Oltre a tre persone che erano intervenute subito dopo i fatti e che abitano nella zona, ha deposto anche un agente della polizia locale che in fase di indagini preliminari aveva ricostruito la dinamica del sinistro.

Secondo quanto è emerso la Fiat 500 condotta da un giovane di Aprilia non ha rispettato lo stop mentre l'altra auto, l'Alfa Romeo Mito su cui viaggiava la vittima e che era condotta dal suo ex fidanzato invece non avrebbe rispettato il limite di velocità che era di 50 chilometri orari. In aula è emerso che al momento della violenta collisione la Mito procedeva a circa 80 chilometri orari.
Alla fine il processo è stato rinviato al 16 maggio quando saranno ascoltati i periti delle due parti, sia dell'accusa che delle difese e poi è prevista la deposizione anche del medico legale che ha eseguito l'autopsia. Nel corso del processo è emerso che risulta anche poco visibile il segnale stradale che invita a rallentare in prossimità dell'incrocio.

Sotto processo ci sono i conducenti dei due veicoli coinvolti nello schianto. Oltre a Vincenzo V., 32 anni di Aprilia, difeso dagli avvocati Fernando e Luca Ciavardini è imputato anche Danilo C., 31 anni, di Ceccano, difeso dagli avvocati Stefano Tiberia e Carlo Bonzano. La famiglia di Gina Turriziani Colonna, presente in aula, si è costituita parte civile ed è rappresentata dall'avvocato Nicola Ottaviani.

L'intersezione dove era avvenuto l'incidente stradale era finita in diverse occasioni alla ribalta della cronaca sempre per dei violenti incidenti ed erano stati gli stessi residenti a chiedere interventi per la messa in sicurezza proprio per l'altissimo numero di collisioni. L'incidente mortale si era verificato il 2 luglio 2017, la Procura ha contestato la violazione delle norme del codice della strada e l'accusa di omicidio colposo. Gli investigatori avevano contestato il concorso di colpa nel decesso della ragazza che era residente a Frosinone dove era molto conosciuta e apprezzata per il suo carattere e la sua umanità. Gina il giorno dell'incidente era a bordo dell'Alfa Mito: in aula è emerso che sia lei che il conducente dell'auto non avevano la cintura di sicurezza inserita.