A sostenere l'acquisto di Palazzo Campanari, a Veroli, il presidente della commissione cultura la consigliera comunale Francesca Cerquozzi.
«Grazie a questa scelta – ha dichiarato il dirigente del Partito democratico - Veroli può entrare nella rete delle dimore storiche della Regione.

La prossima sfida sarà proprio quella di accreditare il Palazzo tra i luoghi di interesse culturale ai sensi del codice dei beni culturali della regione Lazio». La proposta di acquisto era stata portata, ancor prima che in consiglio comunale, in commissione. I componenti della stessa, salvo il consigliere Danilo Campanari che si era astenuto, avevano votato a favore.

«Possiamo dire con orgoglio – ha aggiunto Francesca Cerquozzi - che una delle proposte più difficili e stimolanti della campagna elettorale sta prendendo forma. La vocazione turistica della nostra città non è più una semplice enunciazione da comizio elettorale perché l'acquisto di Palazzo Campanari, uno degli immobili di maggior pregio di Veroli, con un grande carico di storia, ci fa uscire dalla teoria e ci catapulta in una bella realtà sulla quale si potranno scrivere infinite pagine di rilancio del nostro turismo.

Fa estremamente piacere che questo oneroso impegno finanziario sia stato accolto all'unanimità, come dimostra il fruttuoso dibattito avuto in Commissione, e anche per questo possiamo dire con orgoglio che la cultura e la tutela della nostra storia oggi è patrimonio comune. In contro tendenza rispetto ad altri comuni italiani, abbiamo deciso di salvare un pezzo importante di patrimonio pubblico, storico e culturale alle porte di una scadenza elettorale, invece di investire in facili manovre per avere consenso.

Ma noi guardiamo alle prossime generazioni, provando a costruire una nuova economia. Certo, non possiamo dimenticare di ringraziare la Regione Lazio, non solo per la compartecipazione all'acquisto, ma perché stipulando con la nostra città e il demanio dello Stato un accordo di collaborazione sui temi culturali e turistici, ha impresso un'importante svolta nelle politiche future».