E dopo il furto, gli ammazzano i cani. Quanto sta accadendo ad un giovane imprenditore merita sicuramente l'attenzione che i carabinieri del capitano Camillo Giovanni Meo stanno dedicando alla vicenda. Un caso che lascia aperte diverse ipotesi investigative.

La storia
Il giovane, titolare di più aziende con attività che spaziano dall'igiene urbana alla ricettività alberghiera, ha subito nei giorni scorsi il furto di automezzi ed attrezzature, prelevati nottetempo dal capannone industriale in via Morolense. La sensazione che occorra una vigilanza più accurata, per i numerosi ed importanti beni situati sul territorio anagnino, ha portato all'ingaggio di persone incaricate di vigilare h24, attenti ad ogni minima evenienza.

Cancelli ben chiusi, inferriate a prova di scasso ed impianto di vigilanza elettronico, nulla hanno potuto per salvaguardare la vita di due grossi cani da guardia. Qualcuno, nottetempo, infatti, s'è avvicinato al sito restando al riparo dall'occhio elettronico delle telecamere e, in qualche modo, è venuto in contatto, attraverso la recinzione, con le due povere bestie. Gli animali, evidentemente attratti da qualcosa di irresistibile, sono rimasti vittime della sostanza di cui erano intrisi i bocconi avvelenati.

La tristezza dell'accaduto s'è aggiunta all'apprensione per il dubbio, o la consapevolezza, di essere finiti nel mirino di chi, evidentemente, cerca di vivere e prosperare alle spalle dell'altrui impegno e fatica. La zona interessata, capannone ed accessori in questione, confina con altre attività industriali artigianali i cui titolari, per qualche motivo, stanno tutti intervenendo sulle recinzioni irrobustendole e dotandole di marchingegni finora non utilizzati. Quasi una sorta di "facciamo quadrato, uniamoci a difesa contro il nemico comune". Una storia tutta da chiarire e da verificare da parte delle forze dell'ordine