Erano nell'orto di famiglia, nella zona di Colle Mattarino, dove si erano recati tutti insieme ieri mattina per caricare un ballone di fieno. Con i fratelli Carlo e Vincenzo Diana, rispettivamente di 73 e 76 anni, c'erano due loro amici verolani, il settantunenne Guido Alpassi e Franco Zeppieri di 67 anni. Sorpresi dalle forti raffiche di vento misto a nevischio che arrivava a folate dai vicini monti abruzzesi, hanno deciso di cercare riparo dietro un capannone per il fieno, nei pressi dell'abitazione di Vincenzo, all'interno della sua proprietà.

All'improvviso, intorno alle 10, la tragedia: una parete della rimessa, costruita con blocchetti di cemento, ha ceduto sotto la forza impetuosa di una raffica di vento travolgendo i quattro amici che in quel momento si trovavano sotto il muro.
Il primo a lanciare l'allarme è stato Franco Zeppieri: nonostante fosse rimasto ferito a un piede, l'uomo è riuscito comunque a scappare in casa dove, con i familiari dei Diana, ha lanciato immediatamente l'allarme ai soccorritori. I sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri della stazione di Alvito sono giunti sul posto in pochi minuti.

Purtroppo però per Carlo, il più giovane dei fratelli Diana, e per Guido Alpassi non c'è stato nulla da fare. I due sono morti praticamente sul colpo schiacciati dalle macerie del muro crollato. Feriti gli altri due amici, con Vincenzo Diana ricoverato all'ospedale Santissima Trinità di Sora mentre non destano preoccupazioni le condizioni di Franco Zeppieri. Le ferite riportate da Vincenzo Diana sono apparse subito molto gravi. Senza perdere tempo, i soccorritori si sono concentrati quindi proprio su di lui. Lo hanno stabilizzato e fatto salire a bordo di un elicottero dell'Ares 118 giunto nei pressi della sua proprietà. L'uomo avrebbe dovuto essere trasferito in un ospedale di Roma, ma il vento ha infierito ancora impedendo il volo in sicurezza del velivolo verso la capitale.

I sanitari hanno valutato che l'uomo non avrebbe potuto essere trasferito in ambulanza fino a Roma a causa delle sue condizioni: troppo rischioso. Così il settantaseienne è stato portato in codice rosso all'ospedale di Sora dove i medici si sono riservati la prognosi. Ha riportato diverse ferite, una frattura scomposta a un arto inferiore ma, soprattutto, delle emorragie interne che hanno complicato non poco il suo quadro generale. È in pericolo di vita. La famiglia, sebbene con il fiato sospeso per la sorte dell'uomo e il cuore spezzato per la morte di suo fratello Carlo, non ha potuto restare accanto a Vincenzo ed è stata costretta a tornare a casa.

Quella stessa casa ancora ostaggio del maltempo e in cui, sul luogo dell'incidente, si sono continuati a registrare dei crolli, anche se di entità inferiore. È lì che la famiglia si è ritirata, in un dolore straziante, per pregare per i due congiunti.
Carlo Diana abitava nella zona di Colle Ferruma Fontanavitola con sua figlia, non lontano dall'abitazione di suo fratello Vincenzo, teatro della tragica mattinata di ieri. Era rimasto vedovo da alcuni anni e amava dedicarsi insieme al fratello alla cura dell'orto e del terreno di famiglia. Sul luogo della tragedia è arrivato il medico legale per l'esame esterno delle due salme.

Quindi i corpi di Carlo Diana e Guido Alpassi sono stati posti sotto sequestro dal magistrato di turno per consentire lo sviluppo delle indagini, affidate ai carabinieri. I militari dell'Arma dovranno ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto ed eventuali responsabilità. Si attende che le due salme vengano riconsegnate alle rispettive famiglie per poter fissare il giorno e l'ora dei funerali che potrebbero essere celebrati all'inizio della prossima settimana