I soldi ci sono, l'accordo di programma anche, subito i lavori per la bonifica della Valle del Sacco. Meglio se con poteri commissariali. È quanto emerso, ieri, dal consiglio regionale straordinario sulla Valle del Sacco richiesto dai consiglieri della Lega.

Il primo a parlare è stato il consigliere di FdI Giancarlo Righini, cofirmatario dell'istanza che ha chiesto di «accelerare, semplificare e fornire risposte a un territorio che ne ha grande bisogno». Quindi ha evidenziato: «L'obiettivo è quello di avviare le procedure, perché gli oltre 50 milioni di euro vengano spesi bene, il Sin cominci a fornire risposte anche alle amministrazioni, oltre che ai cittadini, e la Regione svolga un ruolo da protagonista». E ha chiesto «controllo degli scarichi».

Sono intervenuti anche gli assessori. A cominciare da Massimiliano Valeriani, titolare della delega sui rifiuti. Il quale ha annunciato che «a giorni verrà firmato l'accordo di programma tra la Regione Lazio e il ministero dell'ambiente, con cui l'amministrazione regionale diventerà il soggetto gestore dei fondi disponibili, attuatore di tutti gli interventi per la caratterizzazione, la messa in sicurezza, le analisi del rischio e la bonifica della Valle del fiume Sacco.

Attraverso questo strumento sarà finalmente possibile mettere a sistema tutte le risorse ancora disponibili, circa 40 milioni di euro, così da portare a termine le varie misure pianificate per il risanamento ambientale». L'assessore allo Sviluppo economico Gian Paolo Manzella si è soffermato sul sistema locale di Frosinone «quale area di crisi industriale complessa». Ha ricordato anche il servizio di assistenza alle imprese, dell'area di Colleferro e Ferentino, per 10 milioni di euro. L'assessore all'Agricoltura Enrica Onorati ha citato le criticità della Valle del Sacco per polveri sottili e biossido d'azoto. Nonché ha annunciato «l'aggiornamento del piano di risanamento della qualità dell'aria». Anche l'assessore Alessio D'Amato ha partecipato al dibattito che si è concentrato sugli indicatori relativi agli effetti dell'inquinamento. E dunque i dati suoi tassi di mortalità, di ospedalizzazione, sull'incidenza dei tumori e sulle malattie croniche. Ha citato gli effetti dell'esposizione al beta esaciclo cloroesano.

Il consigliere della Lega Orlando Tripodi ha chiamato in causa la Regione Lazio per quel che «non ha fatto, su quel territorio». Per definire «la Valle del Sacco la nostra Terra dei fuochi, la terra dei fuochi del Lazio». Il consigliere grillino Valerio Novelli ha chiesto «una task force che supporti la polizia provinciale di Frosinone nei controlli». La consigliera del Pd Eleonora Mattia ha ricordato che il Sacco «è tra i più inquinati d'Europa» gli abbattimenti di 3.000 capi di bestiame e «donne e uomini che hanno il beta-esaclorocicloesano nel sangue».

Per Loreto Marcelli (5 Stelle) «il punto è che nel fiume si continua ancora a scaricare e, purtroppo, anche impunemente». Poi ha denunciato che «non risultano essere trasferite le risorse per avviare lo studio epidemiologico». Il forzista Pasquale Ciacciarelli ha esortato: «bisogna commissariare, bisogna cercare di sostituirsi a chi deve prendere decisioni e non lo fa». Segnalando i «fondi che ci sono e che noi non abbiamo saputo spendere».

Il consigliere dem Mauro Buschini ha illustrato gli effetti benefici del fitorisanamento «che è stato fatto con i pioppi nella zona tra Colleferro ed Anagni. Le analisi dei terreni hanno dimostrato che quella tecnologia ha un valore». Ha elencato gli interventi sul depuratore di Ceccano per il quale «sono stati spesi due milioni di euro per mitigare l'impatto». Quindi ha polemizzato con Tripodi sugli scarichi abusivi: «se ne è a conoscenza - ha detto - la prego di correre dall'autorità competente per segnalarlo». Ha chiesto per un modello «che assieme alla bonifica e alla messa in sicurezza sia il punto di un nuovo sviluppo compatibile con l'ambiente». Alla fine approvati gli ordini del giorno del centrodestra e centrosinistra