Non è passato un giorno di questi diciotto anni che Guglielmo non abbia saputo in cuor suo di arrivare alla verità. «Ora che la valanga è partita mancherà davvero poco. Nessuno potrà fermarla. Spero che sia questione di giorni, spero che il gip decida subito cosa fare per chi ha ucciso Serena» ha dichiarato Guglielmo Mollicone alla "Vita in diretta".

A poche ore dal deposito dell'informativa finale dei carabinieri in procura, il quadro indiziario a carico dei cinque indagati per il delitto di Arce comincia a definirsi. Ora la scommessa investigativa degli inquirenti è legata all'esatta definizione dei ruoli: sotto la lente Marco Mottola - amico di Serena - suo padre Franco (ex comandante della caserma) e la moglie.

Serena entra in caserma, secondo la procura, e non ne esce viva: lo hanno stabilito le relazioni del Ris, la relazione dell'anatomopatologa e, ora, pure l'informativa finale dell'Arma. «Non sono stato mai un inquirente, ma 18 anni fa ho detto ciò che si sta verificando adesso: Serena è morta per denunciare chi spacciava droga - ha continuato papà Guglielmo - Sono andato avanti per tutti questi anni seguendo la voglia di giustizia, una giustizia che Serena merita: è morta per seguire i suoi ideali. Non è giusto che chi ha commesso questo atroce delitto continui a vivere una vita normale».

Dopo aver battuto la testa, secondo gli inquirenti, Serena era ancora viva. E presumibilmente è stata lasciata morire su uno dei balconi della caserma, per poi essere impacchettata e abbandonata nel bosco dell'Anitrella. «Così sono stati spezzati i suoi sogni - ha aggiunto Guglielmo - Non perdonerò nessuno. In questi anni i colpevoli sono vissuti da vigliacchi. Prima si è cercato di colpevolizzare me e tante altre persone, compreso Tuzi, altra vittima come Serena. Ma ho potuto contare sulla vicinanza prima di tutto di Serena, poi di tutto il paese».

Gli indagati si sono sempre dichiarati innocenti. Resta l'attesa per conoscere le richieste del pm Siravo nei confronti della famiglia Mottola e dei due carabinieri, Suprano e Quatrale, finiti nell'inchiesta.