Dall'appalto sui rifiuti ai lavori a una scuola. Da Sgurgola a Piglio. Si allarga l'inchiesta condotta dalla procura di Frosinone che sta passando ai raggi X una serie di affidamenti di servizi. C'è un nuovo filone sul quale i carabinieri forestali del Nipaaf, delegati dai sostituti procuratori Vittorio Misiti e Barbara Trotta, titolari dell'indagine, stanno facendo accertamenti.
Nel mirino sono finite cinque persone, due tecnici comunali, il figlio di uno di questi e due imprenditori. L'indagine, in questo caso, riguarda il responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Sgurgola Giovanni Luciano Bellardini, il figlio di questi Mattia rappresentante legale della società Biemme srl, il responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Piglio Giuseppe Graziani nonché gli imprenditori romani della Mace srl, Luciano e Alessio Paulizzi.

L'ipotesi di reato avanzata dalla procura di Frosinone è di corruzione in relazione all'aggiudicazione ad agosto della gara d'appalto, indetta dal Comune di Piglio, per i lavori ad una scuola in favore della Mace. Quest'ultima, secondo l'accusa, era già in contatto con la Biemme per il subappalto dei lavori. Stando all'ipotesi investigativa, a monte, ci sarebbe stata un'intesa tra i due tecnici comunali nella scelta delle società. Ed è per questo motivo che la procura ha disposto il sequestro dei cellulari alla ricerca di eventuali contatti tra le parti via sms o whatsapp.

Nell'ambito della stessa inchiesta risultano indagati, per fatti diversi, anche il sindaco di Sgurgola Antonio Corsi, l'assessore Lucio Giuseppe Formaggi e l'imprenditore, titolare della Tac Ecologica, l'impresa che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti in paese, Alfredo Coratti di Veroli. A tutti e tre è contestata l'accusa di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio. Sotto accusa in quel caso (ma il sindaco e gli altri respingono tutte le accuse) il via libera al pagamento di 40.709 euro per delle fatture emesse dalla Tac Ecologica dopo l'assunzione di un lavoratore.

Negli scorsi mesi c'erano già state altre perquisizioni che avevano interessato non solo Sgurgola, ma anche Piglio, Patrica e Ceccano (in quanto sede della centrale unica di committenza), nonché le sedi di società ad Anagni e Veroli. Nell'ambito di quest'altro filone, finalizzato ad accertare, come ipotizzato dall'accusa, la mancata elevazione di contestazioni e sanzioni alla Tac Ecologica nell'appalto di Sgurgola, sono indagati il tecnico comunale Bellardini e l'imprenditore Alfredo Coratti. Peraltro, nella giornata di ieri, è iniziato, davanti al tribunale di Frosinone, il processo per il reato di turbativa d'asta a carico dello stesso Giovanni Luciano Bellardini per i lavori di ampliamento del cimitero di Sgurgola.