Un sistema rodato per far arrivare chili di droga anche settimanalmente nel Cassinate. Dodici esecuzioni cautelari, con l'operazione "Il colombiano", che ora hanno creato spaesamento nelle aree di influenza degli arrestati.

Rendendo inattiva la coppia di fratelli - per gli investigatori - a capo del sodalizio operante prevalentemente tra Cassino e Sant'Elia, il mercato ha bisogno di riorganizzarsi. Piazze "forti" come Sant'Elia - talvolta - erano già frequentate da baby pusher provenienti da Cassino e, presumibilmente, assoldati da "qualcuno" della città martire. Emerge dalle stesse intercettazioni dell'operazione dei carabinieri laddove uno dei fratelli di Sant'Elia si domandava "nella piazza mia chi ci sta?". E pare che ben volentieri si facessero vedere diciassettenni con le dosi sempre in tasca.

Lo spaesamento è lo stesso che si respirava a Cassino nel 2016 quando i carabinieri disarticolarono il gruppo che faceva capo a Ferreri-Panaccione. Le aree di influenza della ramificata organizzazione finirono preda dei famosi "cani sciolti" o di altri micro gruppi che riuscirono così ad allargare gli affari e le maglie illegali a grande velocità, provando a bruciare sul tempo gli "avversari".

Piazza che, da quel momento, ha però continuato a vivere una situazione magmatica anche per le successive operazioni come "Tower", "Dust of death" e "I due leoni" che hanno inferto un duro colpo ad altri protagonisti del ricchissimo mercato della zona. E visto che la domanda di "fumo", così come di eroina e cocaina, è altissima e i clienti non mancano mai - a parte un momentaneo calo dei movimenti nella città martire e nel suo hinterland - ora ci si riorganizza per rifornire gli avamposti scoperti.

E non lasciare a secco nessuno. E se qualcuno è colto dalla "febbre" dei controlli - ieri a Cassino erano in azione anche le unità cinofile della polizia di Stato - tanti altri potrebbero già aver pensato a pianificare azioni in grado di non lasciare libere le piazze ora scoperte curando tutte le fasi, dagli approvvigionamenti alla ricerca di depositi blindati per favorire inevitabili pit-stop utili a smistare in quantità minori i carichi. La domanda di droga, tra ragazzini, giovani, donne e professionisti, è così alta che l'industria illecita non può fermarsi.