Agente di viaggio incassa l'acconto per un tour organizzato e scappa. Condannato per appropriazione indebita dopo tre anni. Il gruppo dei viaggiatori pronti alla partenza era composto da quaranta persone, tra i vari scali anche uno in Inghilterra di otto giorni per la seconda metà di agosto. Verificati più preventivi da diverse agenzie, la scelta era ricaduta su un'agenzia di Roma che presentava dei costi notevolmente inferiori rispetto agli altri.

L'agente di viaggio in questione, aggiudicata l'organizzazione del viaggio il cui costo complessivo era di circa 20.000 euro,  riceveva a fine luglio dal rappresentante (di Roccasecca) dei turisti cassinati un corposo acconto per un totale di 15.000 euro con cui avrebbe dovuto prenotare tempestivamente voli aerei e strutture alberghiere.

Incassato l'acconto, però, l'agente di viaggio era letteralmente sparito chiudendo l'agenzia e rendendosi irreperibile, costringendo il rappresentante che era il punto di riferimento e fiduciario tutti i partecipanti del viaggio a un gravoso esborso, superiore al valore del tour: circa 30.000 euro per acquistare biglietti, prenotare alberghi e visite nelle varie località previste nel programma, con tutta una serie di disagi per i partecipanti costretti a fare scalo in mezza Europa prima di giungere a destinazione.

Allo sfortunato organizzatore roccaseccano non è rimasto altro che sporgere denuncia per truffa e appropriazione indebita aggravata contro l'agente di viaggio "scomparso": per questo si era costituito parte civile, assistito dall'avvocato Carlo Risi, nel processo nato dalla denuncia. Nei giorni scorsi il tribunale di Cassino ha condannato a 8 mesi di reclusione l'agente di viaggio che dovrà pure provvedere a 8.000 euro oltre al risarcimento di tutti i danni e di tutte le spese alla parte civile.