Il colosso tedesco acquista l'EM-motive, sinonimo di sicurezza e garanzia. E l'indotto torna a sperare. La notizia dell'acquisizione da parte di Bosch dell'azienda che produce i motori elettrici per Porche, Volvo, Peugeot e pure per Fca, non poteva lasciare indifferente il sito produttivo cassinate che resta in attesa di conoscere se questa scelta possa avere o meno una ricaduta positiva per l'intero territorio.

Se da una parte, infatti, il gruppo Fca prevede di chiudere nel secondo trimestre del 2019 la cessione della controllata per la componentistica - per la quale ha siglato la cessione lo scorso anno - dall'altra è lampante quanto Fca tema gli effetti dell'ecotassa, anche se ad oggi non ci sarebbero modifiche concrete al piano industriale annunciato a novembre.

L'ingresso di EM-Motive rappresenta una novità che guarda nella direzione - peraltro già indicata dai sindacati in tempi non sospetti - dell'elettrico: una strada che fa restare aperta la porta della speranza. La solidità del colosso tedesco, insieme alla credibilità di un'azienda (l'EM-motive) tra le più affermate in Europa rappresentano quella combinazione vincente necessaria a bypassare le incertezze, soprattutto in momenti come questo. La chiave di volta, però, resta sempre quella contenuta (anzi celata) nelle pieghe del piano industriale.

La reazione dei sindacati
I sindacati sono fiduciosi: «Per ciò che concerne l'elettrico, e dunque anche per l'ibrido, che in base a quanto reso noto dovrebbe essere pronto nel 2020 - ha sottolineato Francesco Giangrande della Uilm - noi crediamo sia un dato già consolidato. L'acquisizione da parte di Bosch dell'EM-Motive, molto nota nel settore, certifica ancor più questo passaggio.

Ed è di certo un valore aggiunto, ben rappresentando quella categoria di aziende all'avanguardia in grado di rende possibile l'innovazione anche nell'automotive. Questo non fa altro che migliorare le aspettative, che già ci sono, che allontanano le nubi nere su Fca e sull'indotto».
A fargli da contraltare, Donato Gatti, segretario Fiom Cgil che ha aggiunto: «Il passaggio è positivo. Da anni lo diciamo: bisogna investire nell'elettrico. Così prima con l'ibrido, poi l'elettrico, speriamo si possa superare questo impasse. È un progetto che potrebbe avere una ripercussione positiva, come volano per gli stabilimenti italiani e naturalmente per quello cassinate e per l'intero indotto.

Sull'allarme ecotassa ora si accendono anche i riflettori della Rai. Questa mattina nel corso del programma "Buongiorno Regione" del Tgr Lazio su Rai 3 c'è stato un collegamento in diretta dai cancelli dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano.

Fuori la la fabbrica i sindacati, i sindaci e gli operai. Il primo cittadino di Piedimonte Gioacchino Ferdinandi ha evidenziato come finora il Governo non ha tenuto conto delle preoccupazioni sollevate dalla Consulta; Verallo e Mazzaroppi hanno ribadito come Fca sia il motore di tutto il territorio e che se si spegne, a rischiare non sono solo gli operai ma tutti i Comuni della Ciociaria.

Preoccupazioni espresse anche da Donato Gatti della Fiom, Francesco Giangrande della Uim e Mirko Marsella della Fim-Cisl. Dunque, piena sinergia tra primi cittadini e sindacati. Che, insieme, se non saranno ascoltati dal Governo sono pronti ad azioni eclatanti. E intanto, questa mattina, hanno acceso i riflettori dei media nazionali sulla vicenda, a dimostrazione che il problema è serio e l'ecotassa rischia di mettere in ginocchio Fca e tutto il territorio.

di: Alberto Simone