Tre persone fermate dai carabinieri mentre portavano via documenti di proprietà del Comune di San Giovanni Incarico presenti nella sede dell'Unione di Comuni Antica Terra di Lavoro. È accaduto nel primo pomeriggio di ieri a poche ore dall'esecuzione dell'ordinanza di sgombero del secondo piano della sede comunale notificata dopo che il Tar aveva respinto la richiesta di sospensiva. Al presidente Pantanella sono stati dati tre giorni di tempo per fare le valigie. Ma ieri, quella che il sindaco Paolo Fallone aveva definito una sceneggiata, sembra essere diventata un giallo di periferia.

Erano le 14.30 circa di ieri quando il sindaco Fallone e gli assessori Tasciotti e Battaglini notavano che una dipendente dell'Unione, fuori dall'orario di lavoro e con altre due persone, caricava in una Punto nera, nel piazzale posteriore del Comune, degli scatoloni chiusi. Insospettito, il sindaco ha subito avvisato i carabinieri che, giunti sul posto, hanno identificato i presenti chiedendo alla dipendente dell'Unione cosa stesse facendo e cosa contenessero le scatole.
La risposta, probabilmente poco convincente, ha indotto gli uomini dell'Arma a far aprire gli scatoloni alla presenza del sindaco, dei due assessori e di altri consiglieri comunali.

Da un primo controllo sembrerebbe essere emerso che i documenti in essi contenuti fossero del Comune, in originale e con il sigillo dell'ente. Immediato il sequestro degli atti e il fermo della dipendente e delle altre due persone che erano con lei.
Le operazioni sono state condotte dal comandate della locale stazione dei carabinieri, il maresciallo capo Polidoro, sotto il coordinamento del capitano Nicolai del Comando compagnia carabinieri di Pontecorvo. I fermati sono stati trasferiti in caserma per le operazioni di rito avviando e procedendo, contestualmente, a una prima verifica dei documenti.
In tarda serata, dopo essere stati interrogati, i tre sono stati rilasciati.

I militari dell'Arma hanno effettuato una perquisizione della sede dell'Unione di Comuni alla ricerca di eventuali altri documenti o atti di proprietà del Comune di San Giovanni Incarico, probabilmente mai riconsegnati dopo l'insediamento dell'ammi nistrazione Fallone. Lunedì dovrebbe esserci un'ulteriore verifica alla presenza di rappresentanti del Comune e dell'Unione, sia sui documenti sequestrati sia su quelli rinvenuti al secondo piano della sede comunale dopo la perquisizione dei carabinieri.

Dal Comune bocche cucite, anche se sembrerebbe che l'accaduto abbia lasciato attoniti e sgomenti il sindaco Fallone e tutti gli amministratori che, da tempo, avevano denunciato le diverse anomalie circa la gestione dell'Unione di Comuni Antica Terra di Lavoro. Sentito telefonicamente, il presidente dell'Unione Rocco Pantanella, succeduto all'ex sindaco diSan GiovanniIncarico Antonio Salvati, spiega: «Sono venuto a conoscenza dello sfratto esecutivo nella giornata di venerdì.
Prendo sempre atto delle sentenze e quindi procederemo allo sgombero degli uffici».

Per quanto riguarda la nuova sede operativa dell'Unione il presidente fa sapere che si sta ragionando sulla sua individuazione. Sulla vicenda di ieri invece, Pantanella si trincera dietro a un "no comment". Ora si tratterà di capire perché e a nome di chi la dipendente abbia preso i documenti, dove li stesse portando e perché si trovassero negli uffici dell'Unione. Una vicenda sempre più ingarbugliata che potrebbe aprire scenari inaspettati.