L'ecotassa preoccupa Fca che per ora conferma Wrangler e 500 ibride. L'ad Mike Manley, illustrando ieri i dati relativi al terzo trimestre 2018, non ha fatto cenno a modifiche al piano industriale per quel che riguarda Cassino, ma il 2019 si annuncia da incubo.

Il tonfo in Borsa
Fca ha indicato obiettivi deboli sul 2019, che mettono a rischio le previsioni di piano, e le azioni reagiscono in borsa perdendo fino al 10%. Rispetto al 2018 si attendono stime al ribasso «per maggiori investimenti ed esborsi per penali e altri costi in relazione alla definizione delle pendenze in materia di emissioni sul diesel negli Usa». Il gruppo prevede di chiudere nel secondo trimestre del 2019 la cessione della controllata per la componentistica, per la quale ha siglato la cessione lo scorso anno.

L'allarme del Governo
Nella sostanza dei fatti Fca teme gli effetti dell'ecotassa, sebbene per ora non ci sono modifiche sostanziali al piano industriale annunciato a novembre. Ma ora sull'ecotassa c'è cautela anche nel Governo. Spiega il senatore del Pd Bruno Astorre: «Il ministro Tria ammette che l'ecotassa voluta dal suo governo e dalla maggioranza Lega e 5Stelle è sbagliata e mette in ginocchio il mercato delle auto in Italia e colpisce migliaia di cittadini che sono spinti verso produzioni straniere.

Nell'informativa alla Camera ilministro Triaha evidenziato che «la transizione verso veicoli meno inquinanti è un fenomeno positivo ma deve essere ordinata e prevedibile e si deve anche prestare grande attenzione al lato dell'offerta, ovveroal ruolodel nostro Paese come centro di produzione di mezzi di trasporto di nuova generazione». Gli fa eco Mauro Buschini: «Avevo avvisato i parlamentari locali della Lega edel Movimento Cinque stelle di questi rischi, avevo proposto un tavolo e la disponibilità totale a lavorare insieme per modificare un provvedimento pericoloso per un comparto fondamentale della provincia di Frosinone e dell'intera regione.

La posizione della Fiom-Cgil
Tra la fine del 2018 e gli inizi del 2019 ci sono stati circa 300 pensionamenti nello stabilimento Fca di Piedimonte.
E molti altri ce ne saranno nei prossimi mesi grazie al provvedimento di "quota cento". Eppure, però, di nuove assunzioni neanche l'ombra. I 532 ex interinali sono stati abbandonati al loro destino, nello stabilimento aumenta la cassa integrazione e anche le grandi aziende dell'indotto sono in sofferenza.Questo è quanto emerso nel corso della riunione di ieri al "Boschetto" dove Donato Gatti hariunito l'attivo dei delegati della Fiom-Cgil. Presente anche il responsabile nazionale del settore automotive Michele De Palma che ha spiegato come la crisi che stanno vivendo il gruppo Fca, il marchio Alfa e lo stabilimento di Cassino non sono figlie solamente del provvedimento dell'ecotassa. Anzi.

Argomenta De Palma: «L'azienda aveva sostenuto che a fronte degli interventi fatti dal Governo sull'ecobonus e sull'ecotassa il piano era in discussione. Bisogna capire se gli investimenti sono confermati o meno. Inoltre c'è il fatto che il 2019 sarà peggiore del 2018 sul mercato, quindi il punto è capire quali sono gli interventi che l'azienda farà per andare in controtendenza rispetto a questa situazione».

L'azienda è in ritardo su Alfa
Sempre il leader della Fiom De Palma, quindi argomenta: «L'altra cosa di cui bisogna tener conto è il fatto che l'azienda è oggettivamente in ritardo su Alfa sulle produzione ibride e se non si colma subito questo gap, è un pezzo di mercato a cui l'azienda non accede». E a proposito di ecobonus ed ecotassa De Palma ribadisce la posizione della Fiom:«La situazione che vive oggi l'azienda non dipende dal provvedimento governativo. Noi come Fiom dicevamo da tempi non sospetti che bisognava accelerare su ibrido ed elettrico. Ma il punto è un altro per quanto riguarda Cassino: Alfa non è confinato al mercato italiano: il mercato cinese è quello principale e tutto il piano presentato all'epoca aveva come punto di riferimento Alfa».

Poi una stoccata agli altri sindacati. Conclude De Palma: «Sabato ci sarà la manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil.
In Fca non c'è invece unità ma la responsabilità se l'assume chi fa tavoli separati chiedendo di escludendo la Fiom: la contraddizione è tutta loro».