Ieri mattina Danny Palombo, l'omicida di Angelo Ascione, si è consegnato al commissariato di Sora per scontare la pena a cui è stato condannato in via definitiva. Nel 2017, in appello, la condanna iniziale a otto anni di reclusione venne ridotta a sei anni per la morte dell'idraulico sessantaquattrenne di Pescosolido massacrato in piazza a calci e pugni. Palombo, all'epoca dei fatti trentasettenne, fu accusato di omicidio preterintenzionale e oggi ha un residuo di pena da scontare di cinque anni e sei mesi.

L'uomo, difeso dagli avvocati Lucio Marziale e Francesco Venafro, è stato in carcere alcuni mesi e poi scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare. La vicenda risale al 18 febbraio 2014 quando Angelo Ascione era andato a casa di Palombo per riparare la lavatrice che era stata acquistata nel suo negozio. Successivamente Palombo raggiunse l'uomo nella piazza centrale del paese. La lite degenerò e Ascione fu colpito ripetutamente con calci e pugni. Morì dieci giorni dopo al policlinico Umberto I di Roma.