Alluvione, arrivano i primi finanziamenti dalla Regione per fronteggiare gli interventi di somma urgenza. Una notizia importante che fa tirare un sospiro di sollievo agli amministratori comunali, gravati dagli infiniti danni provocati sul territorio dalle abbondanti piogge del mese di novembre. Esiste già un piano di intervento che tiene conto delle priorità. Saranno quindi interessate tutte le zone colpite.

Più difficile sarà invece risolvere quelle situazioni in cui la mano dell'uomo ha generato veri e propri abusi. Tanti i danni provocati dal maltempo: ponti crollati, case invase da acqua e fango, attività commerciali gravemente danneggiate. La zona di Santa Maria Amaseno è stata forse la più colpita e tante le famiglie che per giorni non sono potute rientrare a casa. Tutto il discorso relativo all'intervento nell'immediatezza, necessario per garantire l'incolumità di tanti cittadini, ha già comportato per l'ente spese importanti. Diversi i mezzi comunali che hanno lavorato incessantemente, grazie anche alla disponibilità di realtà del territorio che si sono date da fare spinte da spirito di solidarietà e senso di appartenenza al territorio.

Fatti i primi interventi di somma urgenza, l'amministrazione comunale ha quindi provveduto a chiedere finanziamenti alla Regione Lazio. Proprio la Protezione Civile regionale aveva infatti emanato un bando pubblico per il risarcimento dei danni. «Ci hanno informati di un primo finanziamento. Gli interventi riguarderanno fondamentalmente due parti del territori -ha assicurato il sindaco Simone Cretaro- la parte alta dove l'acqua è partita e la parte bassa dove l'acqua si è invece fermata. Sempre grazie alla Regione Lazio, abbiamo avuto la possibilità di rinnovare la convenzione con il Consorzio di bonifica "Conca di Sora", per avere a disposizione una squadra che potesse intervenire con urgenza nei punti più critici, tanto per ripristinare situazioni ancora gravi. Purtroppo molto di quello che è accaduto è legato anche all'aspetto dell'abusivismo edilizio. Di alcuni ponti crollati o a rischio crollo non c'era traccia alcuna».