«Il pozzo faceva paura, ma dovevo assolutamente aiutare quei bambini". RaiTre ha acceso ancora una volta i riflettori sulla vicenda che, nel 2015, ha visto protagonista Mario De Bellis, il carabiniere originario di Vallemaio, attualmente in servizio al Nucleo Radiomobile di Cassino, annoverato tra i 40 "eroi civili" insigniti nel 2016 del titolo di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica da parte del Presidente Mattarella.

Il salvataggio: la ricostruzione
Un venerdì pomeriggio della fine di maggio 2015, a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, una bambina stava festeggiando il suo compleanno nel giardino di casa insieme ai suoi amichetti. All'improvviso, due di loro, di 6 e 7 anni, si sono allontanati dal gruppo e sono caduti nel pozzo artesiano dell'abitazione profondo quattordici metri.

L'angelo custode dei due piccoli è stato il carabiniere scelto Mario De Bellis, 37 anni, in servizio presso il nucleo Radiomobile del capoluogo toscano, e quel giorno di passaggio per quella strada con la pattuglia. «Ho visto i bambini nel pozzo, non potevo stare a guardare, uno scambio di sguardi con il mio collega e mi sono calato, ho consolato e fatto compagnia ai piccoli, in attesa che ci riportassero su», il racconto del gesto di eroismo, che lui definisce normale.

Il cuore, dunque, ha superato il protocollo. Mario De Bellis è sceso nel pozzo lungo un tubo di gomma da irrigazione: con la schiena contro il muro, incastrandosi con i piedi sulla parete opposta e aiutandosi con il tubo di gomma, è riuscito a sostenere i bambini fino all'arrivo dei vigili del fuoco, giunti sul posto insieme ai Carabinieri motociclisti.

Dopo il salvataggio, bambini e carabiniere sono stati portati all'ospedale: ricoverati in ipotermia, tutti ne sono usciti solo con un brutto ricordo. Un esempio che Mattarella ha voluto indicare agli italiani nello spirito di quella "pedagogia dei gesti" che caratterizza il suo mandato presidenziale