Un volo nel vuoto da circa venti metri. Così è morto Michele Romano, il pizzaiolo di ventisei anni trovato cadavere mercoledì mattina a Barcellona. Il giovane è precipitato dal tetto del terminal uno dell'aeroporto internazionale El Prat, a una quindicina di chilometri dal centro della città catalana. La tragedia si è consumata al mattino presto, intorno alle 6.30.

Una morte avvolta ancora nel mistero quella di Michele, figlio del consigliere di maggioranza ed ex assessore Pierluigi. Non è chiaro perché il giovane fosse all'aeroporto e perché si trovasse sul tetto di uno dei terminal. Secondo alcune testimonianze, il suo corpo è rimasto a lungo a terra prima di essere rimosso dalle autorità catalane, impegnate nei rilievi di rito. Tempi lunghi anche per avvertire la famiglia di Michele, informata di quanto accaduto soltanto alle 12.30 del giorno successivo, giovedì. Il triste compito di portare la tremenda notizia ai genitori del giovane è toccato ai carabinieri. Michele amava viaggiare e aveva scelto di lavorare come pizzaiolo a Barcellona dopo averlo fatto in diversi locali di Isola del Liri. Era tornato in città da poco ed era ripartito sabato 26 gennaio. Pare che all'arrivo in Spagna avesse perso il telefono e che per questo i familiari non avessero sue notizie da qualche giorno. Fino a quella tragica di giovedì.

A ricordarlo con affetto è l'assessore Francesco Romano. «Abito poco distante dalla famiglia di Michele, l'ho visto crescere. Dinanzi alla notizia della sua morte siamo veramente senza parole. Il dolore dell'intera comunità è palpabile. L'amministrazione si stringe attorno ai genitori per questa tragedia. La famiglia è in contatto con il consolato italiano, ma ancora nessuno è volato il Spagna perché dalla Farnesina hanno fatto sapere che la magistratura spagnola ha aperto un'inchiesta per chiarire le cause della morte del ragazzo, il cui corpo è posto sotto sequestro». Si attendono notizie sull'autopsia disposta dall'autorità giudiziaria catalana. Gli inquirenti indagano per ricostruire gli ultimi giorni di vita di Michele. Nessuno sa se li abbia trascorsi nell'aeroporto o se era tornato allo scalo di El Prat per prendere un aereo. E soprattutto come abbia potuto raggiunge il tetto del terminal da dove è precipitato. Interrogativi che attendono una risposta.

L'autopsia potrebbe fornire importanti elementi per scoprire la verità, se si sia trattato di un disperato gesto volontario oppure no. Intanto la mancanza di "Pocho", come lo chiamavano affettuosamente gli amici, si fa sentire nella sua Isola del Liri. «Michele era un grande tifoso della Roma, oltre a essere un isolano doc -racconta uno dei suoi tanti amici- Gli piaceva molto ascoltare Vasco Rossi. Noi non potremo mai dimenticarlo».