Non c'è pace per una coppia di anziani di Castro dei Volsci, costretti a dover convivere con quotidiane invasioni nella loro proprietà da parte di branchi di cinghiali. È C.P, originario di Castro ma residente fuori per motivi di lavoro, a denunciare la situazione di estrema difficoltà vissuta dai suoi genitori: «Casa dei miei si trova sulla strada che da Castro dei Volsci porta a Pastena, è una zona di campagna, e nonostante siano state realizzate delle recinzioni e delimitazioni, i cinghiali le hanno distrutte e tutte le notti entrano nel giardino della casa devastandolo e mettendo in pericolo l'incolumità dei miei genitori. Quelli che racconto sono fatti provati, nel corso degli anni abbiamo fatto fare sopralluoghi e rilievi da parte di tecnici che confermano quanto detto, ma non si riesce a fare nulla per risolvere il problema. Mia madre qualche sera fa ha trovato davanti la porta di casa una bestia di oltre un quintale ed è riuscita a stento a mettersi al riparo».

Quella segnalata da C.P. è una situazione ai limiti del paradossale: sono ormai sei anni, racconta, che la sua famiglia tenta di ottenere qualcosa dall'ente competente, cioè l'amministrazione provinciale, senza cavarci un ragno dal buco. «Tutto ciò è insostenibile. Dietro casa nostra c'è il bosco, che è peraltro una riserva in cui non è possibile cacciare il cinghiale. Di conseguenza gli animali si sono potuti riprodurre liberamente e ormai si muovono in branchi, basti pensare che la femmina del cinghiale partorisce quattro volte l'anno più o meno, dando alla luce molti cuccioli, quindi si può immaginare quanto siano proliferati in questi anni».

C.P. conclude con un appello, che rivolge alle istituzioni: «I miei genitori cominciano ad avere un'età. Ci siamo sobbarcati di spese, ci siamo affidati a un legale ma gli enti competenti non ci hanno mai dato risposte esaustive né sono intervenuti in maniera concreta per risolvere questa situazione. Resto quindi ancora in attesa, sperando che nel frattempo non accadano episodi ancor più gravi».